Paura e terrore

Orde di africani tengono in ostaggio Trento: rubano anche i vestiti dei defunti

Condannato a sei mesi, solo perché privo di un domicilio, il tunisino che aveva fatto irruzione nella camera mortuaria dell'ospedale ferendo un Carabiniere

Redazione
Orde di africani tengono in ostaggio Trento: rubano anche i vestiti dei defunti

Rissa tra africani

Sabato scorso i carabinieri di Trento avevano arrestato un tunisino mentre tentava di rubare i vestiti di un defunto, dentro la camera mortuaria dell'ospedale Santa Chiara, dopo aver minacciato i parenti che stavano vegliando la salma del loro caro. I militari dell'Arma erano intervenuti dopo che l'extracomunitario si era introdotta all'interno della struttura mentre i congiunti del defunto gli davano l'ultimo saluto. Il ladro aveva tentato di appropriarsi di alcuni indumenti che ricoprivano il corpo, dopo aver fatto allontanare i parenti spaventati con le minacce.

L'immediato intervento dei Carabinieri aveva portato immediatamente la situazione alla calma riuscendo a far uscire dalla sala mortuaria lo straniero che nel frattempo si era barricato all'interno. Lo stesso era stato poi portato presso la caserma di Via Barbacovi dove però erano iniziati i problemi. L'uomo, fin dalle prime fasi dell'identificazione, dapprima aveva rifiutato di fornire i propri dati e in un secondo momento aveva opposto resistenza ai militari i quali, solo grazie all'intervento di altri colleghi, erano riusciti ad interrompere la furia dell'uomo. Durante l'aggressione un militare era rimasto ferito abbastanza gravemente.

Il tunisino, dopo essere stato identificato e condotto in ospedale per accertamenti, era stato tratto in arresto e condotto presso il Carcere di Trento accusato del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Nella giornata di lunedì, il giudice ha convalidato il fermo presso il carcere di Spini di Gardolo in attesa del processo che è stato celebrato martedì pomeriggio. Il tunisino, che anche in questa occasione ha mantenuto un atteggiamento di mancato rispetto verso tutti, è stato condannato a sei mesi che dovrà scontare in carcere, solo perché privo di un domicilio.

Quanto successo non è che l'ultimo di una lunga serie di episodi violenti che vedono quasi ogni giorno protagonisti in negativo delinquenti extracomunitari, spesso clandestini o richiedenti asilo, che seminano il terrore nel capoluogo e in tutta la provincia di Trento. Orde di africani che non rispettano nessuna regola e che non tengono nemmeno più conto del dolore dopo la perdita di una persona cara, sapendo di poter contare su una pressoché totale impunità, hanno ormai perso in ostaggio l'intera città che vive costantemente nella paura e nel terrore.

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