BARBABLÙ, LE MILLE PALLE BLÙ…

Giovanni FLORIO
BARBABLÙ, LE MILLE PALLE BLÙ…
Etimologicamente, informare vuol dire dar forma dentro, ovvero forgiare un’opinione interiore. Il tema delle cosiddette fake news di cui oggi si discute aspramente, non andrebbe riferito tanto ai contenuti trasmessi, ma piuttosto a chi trasmette e a chi riceve. In altre parole, ammettendo pacificamente quanto sia difficile e spesso impossibile verificare un’informazione da qualunque parte provenga, si dovrebbe piuttosto riconoscere il diritto di decidere a quale sorgente abbeverarsi, come legittimo esercizio della libertà personale. Se ed in quanto il trasmittente è disinteressato, il ricevente potrà attribuirgli maggiore affidabilità. Ahimè, non sono molti gli esempi di informazioni rese per amore o anche solo per filantropia, ma esistono, e se capita d’incontrarne ci si può considerare fortunati. D’altra parte, non si può certo intervenire sul ricevente, magari accusandolo di manifesta stupidità per condannarlo alla rieducazione e a sorbirsi l’olio di ricino televisivo: un po’ come quei benpensanti pronti ad escludere per decreto i cretini dal voto, per tema d’incappare in risultati elettorali sgradevoli. Insomma, a chiunque dovrebbe essere garantita la facoltà – a suo rischio e pericolo - di considerare disinteressata la trasmissione di informazioni da parte, per esempio, del padre e della madre. Queste due sorgenti sono quasi sempre disinteressate e come tali, assai affidabili. Non senza rischi crescenti, nel corso della vita è possibile fidarsi anche di altre sorgenti: i fratelli o il coniuge, il proprio medico, l’avvocato e il commercialista, anche il datore di lavoro o il parroco, sicuramente il capo del proprio partito politico e l’allenatore della squadra del cuore. Quindi, è assolutamente normale che sia il ricevente valutare e stabilire l’affidabilità delle informazioni. Ecco perché, legiferare sui comportamenti dei trasmittenti sarebbe aberrante quanto inefficace. Infatti, una qualunque legge che regoli il comportamento dei trasmittenti, non colpirebbe certo quelli istituzionali, pubblici e privati, i centri di potere economico e le varie congreghe, notoriamente responsabili di gravissime e spesso tragiche manipolazioni della realtà. Al contrario, tale normativa si limiterebbe a perseguitare con gran baccano mediatico e tintinnio di manette, solo fenomeni marginali e guarda caso, le dissidenze emergenti. Chi ha a cuore le libertà democratiche, cioè quelle legittime del popolo e non quelle oscure delle oligarchie dominanti, dovrebbe aborrire qualsiasi limitazione alla libertà di espressione, ed è quantomeno nauseante che a proporre soluzioni di questo tipo, siano gli stessi personaggi che negli ultimi decenni hanno squinternato la società, subissandola di nefandezze e falsità di ogni genere, proprio con la scusa della loro sacra libertà di espressione. In ogni contesto orientato alla logica e al buon senso, si preferisce tollerare una modesta quota d’imperfezione, piuttosto che cercare di imporre la perfezione. Tant’è vero che nessuna persona equilibrata si sognerebbe di eliminare per legge le molestie sessuali, il furto o l’assassinio, e solo uno sventurato irresponsabile sopporterebbe che un innocente marcisca in galera, mentre il colpevole scaltro fosse ancora in libertà. Costui certamente, anche e soprattutto se truffatore del web, sarà inseguito, prima o poi acchiappato e severamente punito, ci mancherebbe! E allora, in attesa di catturarlo, non si potrebbe continuare a tollerare qualche squallido ballista mercenario del web, pur di non mettere al bando il dissenso? Una legge liberticida spegnerebbe i pochi coraggiosi giornalisti indipendenti, che faticosamente bilanciano lo strapotere del cosiddetto main stream, offrendo alla gente che vuole sapere come vanno davvero le cose, un accesso alternativo alle notizie. È curioso che tra costoro si possano trovare seri professionisti, dichiaratamente di destra o di sinistra, atei o credenti, esperti di cose economiche, politiche, sociali a livello locale o internazionale, che tuttavia concordano più o meno esattamente e sempre più spesso, nello smascherare le bufale del luogocomunismo. Ancora una volta, riconosciamo che in ogni campo e in ogni tempo, la libertà produce ottimi frutti di verità e in fondo, proprio per questo c’è sempre qualche Barbablù pronto a violentarla e se nessuno si oppone, a sottrarla del tutto per nasconderla nelle segrete stanze del suo castello.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Commenti

Scrivi qua il tuo commento

Caratteri rimanenti: 1500


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU