Chissà se gli daranno del razzista...

Gorino, anche un marocchino sulle barricate per dire no ai clandestini

L'immigrato: "Si vergognino i moralisti, che sputano vergognosi giudizi contro questa brava gente senza essere mai stati sul territorio nemmeno una volta!"

Redazione
Gorino, anche un marocchino sulle barricate per dire no all'arrivo dei clandestini

Asmaoui Abdendi Benatia. Da quotidiano.net

Sorpresa... sulle barricate a Gorino, per dire no all'arrivo dei clandestini, insieme agli italiani c'era anche un extracomunitario. Asmaoui Abdendi Benatia, marocchino di professione vongolaro, difende la protesta e lancia accuse a chi vorrebbe imporre l'invasione, in un'intervista pubblicata venerdì 28 ottobre sul Resto del Carlino. "Qui non c’è alcun razzista, lo garantisco io che sono extracomunitario. Si vergognino i moralisti che sputano vergognosi giudizi contro questa brava gente senza essere mai stati sul territorio nemmeno una volta. D'altronde a loro non interessa la verità, solo emettere sentenze intrise di ideologia".

Il marocchino demolisce in poche parole chi ha dipinto il Delta del Po come una zona dove gli immigrati non sono ben visti e spiega di non essere mai stato vittima di alcun tipo di razzismo: "Sono arrivato a Goro che avevo 6 anni, sono stato - spiega al Resto del Carlino - il primo extracomunitario a frequentare la scuola. Mi hanno sempre trattato benissimo. Ho giocato a calcio per anni nella squadra di calcio del paese. E ora ho il posto fisso in un'azienda locale che lavora e commercializza vongole e cozze. Qui mi sento in famiglia e vorrei che un giorno anche i miei figli potessero crescere negli stessi luoghi".

Asmaoui respinge tutte le accuse piovute addosso ai cittadini di Gorino: "Sono bestialità dette da persone che se ne stanno ben comode nei loro caldi salotti. E si riempiono la bocca parlando di cose che non conoscono, forse anche solo per mettersi in mostra". Difende a spada tratta le persone scese in strada: "Non sono state informate adeguatamente e nei tempi giusti. Posso assicurare che nessuno sapeva chi stava per arrivare. La gente si è impaurita. Se ne sentono troppe di notizie brutte. Io credo che l'accoglienza non debba essere obbligatoria".

"Se qualcuno mi vuole imporre - spiega il marocchino - di ospitare in casa tre persone, di qualsiasi nazionalità, io dico no. E penso proprio che non le prenderebbero neppure quei benpensanti che sanno parlare tanto bene dietro un computer o in televisione. Detto questo, nel mio piccolo cerco di aiutare chi ha bisogno. Ma senza fare pubblicità". Infine, un pensiero sugli sbarchi: "Ho messo piede in Italia nel 1994, in modo regolare: erano tempi ben diversi da quelli attuali. Oggi credo che il fenomeno andrebbe regolato, magari mettendo limiti precisi. Servirebbe non solo a impedire il caos in Italia, ma anche per tutelare chi parte da Paesi poveri con grandi speranze perché immagina di arrivare in un eldorado che nei fatti non esiste".

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