teologo, scrittore, politologo, storico ed opinionista

Un intellettuale scomodo del Novecento: Baget Bozzo

Domani pomeriggio a Roma rievocazione della straordinaria figura del sacerdote (originario di Savona), scrittore e politologo, a dieci anni dalla morte, avvenuta a Genova l’8 maggio del 2009. Suo l’avvertimento all'Occidente, fin dall’11 settembre 2001, di una "guerra scoccata contro il cristianesimo"

Giuseppe Brienza
Un intellettuale scomodo del Novecento italiano: Baget Bozzo

Un intellettuale del Novecento italiano: Gianni Baget Bozzo (1925-2009)

Domani pomeriggio, alle ore 17, nella Sala della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice a Roma (piazza delle Muse 25), si terrà una rievocazione della straordinaria figura di don Gianni Baget Bozzo (1925-2001), nel decennale della sua scomparsa, avvenuta a Genova l’8 maggio del 2009. All'incontro, dal titolo “Un intellettuale del Novecento italiano: Gianni Baget Bozzo. Ricordi e testimonianze”, interverranno il presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, Giuseppe Parlato, ordinario di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), lo storico Giovanni Tassani, il giornalista e saggista Nicola Guiso, il vaticanista Luigi Accattoli, e Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale. Coordina Danilo Breschi, associato di Storia delle Dottrine politiche all'UNINT e consigliere di amministrazione della Fondazione.

Gianni Baget Bozzo è stato una figura di primissimo piano nel mondo ecclesiale e politico del Secondo dopoguerra italiano.  Nella sua biografia troviamo tanti passaggi apparentemente contraddittori: a 19 anni si iscrive alla Dc genovese, partecipa alla liberazione di Radio Genova, diventa il leader dei giovani democristiani e il responsabile del centro per la formazione dei quadri alla fine degli anni quaranta con l’allora vicesegretario Giuseppe Dossetti e, dal 1950 al ’53, con l'allora segretario Guido Gonella. Ma dopo appoggia la destra cattolica anti-Dc (fonda e dirige i Centri per l’Ordine civile e nel 1974 scrive una famosa e molto critica Storia della Dc), quindi negli anni ottanta approda ai socialisti di Bettino Craxi e, infine, dal 1994 sostiene Silvio Berlusconi e la sfida di Forza Italia.

Il suo approccio fondato sulla Tradizione dal punto di vista dottrinale lo dobbiamo alla vicinanza spirituale e alla formazione che, fin da ragazzo, riceve dal cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, che lo ebbe come allievo al liceo ginnasio Andrea Doria, “storico” di questa città. A sessant’anni, però, Siri si ritrova di fronte a quel “prete disobbediente” (sospeso "a divinis" e con proibizione di indossare l'abito ecclesiastico) che si candida senza permesso (ed è eletto ad eurodeputato) nel PSI (maggio 1984). Dal tribunale diocesano Don Gianni è quindi riconosciuto colpevole dei reati di "disobbedienza all'ordinario, di comportamento sconveniente o comunque alieno allo stato clericale e di parte attiva avuta in partiti politici". Ma Baget Bozzo replica così alle accuse: "io continuo a far politica, a scrivere non per abbandonare il mio stato di cristiano e di prete, ma per accrescerlo... Il cardinale Siri che è un uomo di fede, ha più volte capito ed accettato queste cose che non sono certo per lui una mia recente improvvisazione. Ma una cosa ha sempre temuto, da vescovo: lo scandalo dei fedeli. Forse è una risposta impropria dire che se i fedeli non sono scandalizzati dalla Dc non lo possono essere nemmeno dai socialisti o dai radicali...".

Dopo il crollo della Prima Repubblica, aderì come detto a Forza Italia. Teologo e analista di rara finezza, pubblicista e scrittore fecondo, è stato un protagonista del dibattito e dell’azione politica, senza mai dimenticare la sua missione di uomo di Dio. Uno fra i suoi libri che rimangono di grande attualità, anche da questo punto di vista, è “Di fronte all’Islam. Il grande conflitto”, pubblicato nel 2001 e di recente ripubblicato dalla casa editrice De Ferrari di Genova. La tesi di fondo è quella dell’inconciliabilità tra Cristianesimo e Islam, che Baget Bozzo fonda su ragioni teologiche e che, quindi, rimane sempre valida. Non a caso i fatti della cronaca nazionale e internazionale, gli attentati, il fondamentalismo, il martirio dei cristiani nei paesi islamici rappresentano purtroppo la conferma quotidiana della veridicità delle sue tesi.

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