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Detambiel: il libro come terapia

"La letteratura può diventare una panacea per molti mali della psiche e la scrittura può concretizzarsi in un antidoto taumaturgico che ci guida ad un risveglio interiore e ad una maggiore consapevolezza di noi stessi"

Stefania Genovese
Detambiel: il libro come terapia

Régine Detambel, scrittrice di fama e kinesiologa, esperta di biblioterapia, ha scritto questo saggio con grande passione e costruttivi proponimenti didattici, dimostrando con esempi storici, letterari e psicologici quanto la lettura possa essere giovevole e come possa asurgere ad efficace strumento terapeutico, sia in medicina che in psichiatria e dunque quanto un libro, accuratamente scelto, possa essere utile per risolvere i propri problemi personali.


La lettura di questo testo è scorrevole e piacevole, con molti spunti tratti da Elogio della lettura della antropologa Michèle Petit  e dall'opera di Marc Alain Ouakin  Bibliotherapie, Lìre, c'est guerir, due grandi opere che evidenziano come la letteratura possa diventare una panacea per molti mali della psiche e come la scrittura possa concretizzarsi in un antidoto taumaturgico che ci guida ad un risveglio interiore e ad una maggiore consapevolezza di noi stessi. Detambiel sostiene che essa offra dunque una educazione sensibile, ridefinisca l'ordinarietà della vita umana, consentendo al lettore di percepire sfumature, e differenze mai notate prima, e guidandolo verso una esperienza intellettuale e sensibile, così intensa da definirsi una avventura della personalità.


I libri si prendono cura di noi è  certamente dedicato a chi ama i libri e la lettura ma soprattutto il suo compito è quello di risvegliare la nostra coscienza, scuotendola, rivelando come "il leggere" ci allontani dalla angoscia e dalle nostre tribolazioni e ci consenta di acquisire difese psicologiche contro i fatti quotidiani. In fondo Montesquieu asseriva: "Non ho mai avuto un cruccio che un'ora di lettura non abbia dissipato".


Illustri scrittori come Jorge Luis Borge, Franz Kafka, Anton Cechov, Pablo Neruda, Marcel Proust, Margaret Attwood e molti altri, non solo ci hanno tramandato capolavori epici ed intramontabili, fonti di emozioni e saggezza infinite, ma anche hanno intessuto una tela preziosa che ci lega indissolubilmente a quei valori che illuminano la nostra coscienza e che ci consentono di liberarci, aprirci e nuovamente modellare e ricreare sugli eventi, la nostra personalità.


L'autrice porta a dimostrazione di ciò molti esempi classici di personaggi, di tutti i tempi, che grazie alla lettura di un testo hanno superato le proprie impasse esistenziali, e come ogni forma letteraria sia utile alla riflessione ed alla soluzione dei nostri piccoli o grandi drammi quotidiani. Leggere un libro può dunque essere una magia insperata, un rifugio, uno specchio attraverso il quale scorgere verità ed evidenze che prima non si sarebbero mai notate perchè troppo ottenebrate dagli stati rimuginativi ed oscuri delle nostre cogitazioni. Dunque come scrive l'autrice: "Nell’afflizione fisica, nell’handicap o nella tarda vecchiaia, il libro permette di scendere al fondo di sé, di restaurare il proprio intimo, di rilanciare in noi il desiderio".


Questo libro diventa così un prontuario che si avvale della forza terapeutica della parola come medicamento, antidoto, approdo rassicurante e confortevole, per quei gravi disagi che opprimono mente e cuore, come "l’ignoranza, la tristezza, l’isolamento, il senso dell’assurdo, la disperazione, il bisogno di senso, fra tanti altri". Ad esempio, a Corneille ci si rivolge per il suo lato stimolante e tonico, a Racine per i suoi versi equilibrati in grado di placare gli animi adirati, a La Fontaine per attingere energia ed annullare gli stati depressivi. L'opera di Hugo irraggia enorme energia, mentre Lamartine ha il potere di contrastare il dolore con il suo dondolio dolce e grazioso e con la carezza amorosa delle sue sonorità.


Secondo D.W. Winnicot il testo letterario si cura di ristabilire il legame con l'altro; la letteratura dunque ripara, riqualifica, sublima, esplora, educa, crea, poichè è un luogo psichico, uno spazio transizionale. La lettura esalta fisicamente, ed il lettore vive una vera e propria passeggiata dello spirito; perchè durante la nostra vita siamo in cerca di echi di ciò che abbiamo vissuto in modo oscuro, confuso, che a volte la lettura esplicita in modo luminoso, attraverso parole che divengono metafore ed elaborazioni simboliche.


La lettura ti crea un bozzolo che protegge e trasforma e che consente una nuova esplorazione del mondo dotati di una protezione e di un pristino coraggio, ricolorando il nostro essere di proponimenti e capacità speculative del tutto nuove. Dunque I libri si prendono cura di noi è un'opera indispensabile per chi ama i libri e per chi ha veramente compreso il loro valore che trascende il piacere di una momentanea lettura per trasformarsi in un ausilio insostituibile, una fenomenologia di percezione, sentimento e riflessione sulla evoluzione del proprio mondo intersoggettivo.


Régine Detambel - I libri si prendono cura di noi. Edizioni Ponte Alle Grazie

 

 

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