trump avanza

Obama ormai è cotto. Camera e Senato scavalcano il veto sull'Arabia saudita

Presidente messo all'angolo sulla legge che permetterà agli americani di fare causa all'Arabia Saudita. Le sue parole troppo fredde e insensibili nei confronti dei parenti delle vittime

Redazione
Obama ormai è cotto. Camera e Senato scavalcano il veto sull'Arabia saudita

Da noi si direbbe che, Obama, ormai, "conta come il due di bastoni con la briscola a coppe". Il proverbio è un po' da osteria, ma la sostanza è quella: il Presidente Obama è fuori gioco.

Negli otto anni di Presidenza, per la prima volta, dopo il Senato, anche la Camera, come atteso, ha scavalcato il veto di Barack Obama. E lo fa proprio sul veto che più interessava ad Obama e alle potenti lobbie americane. Qualche giorno fa, infatti, il Presidente degli Stati Uniti, poche ore prima che diventasse esecutivo, aveva posto il veto sulla legge approvata dal Congresso che dà la possibilità alle famiglie delle vittime degli attentati alle Torri Gemelle dell'11 settembre del 2001 di fare causa all'Arabia saudita per i suoi presunti collegamenti con i terroristi.

Lo stesso Obama aveva dichiarato che, pur avendo stima dei parenti delle vittime e pur apprezzando il loro desiderio di giustizia, il Justice Against Sponsors of Terrorism Act non avrebbe protetto gli americani dai terroristi, né avrebbe migliorato l’efficacia delle risposte agli attacchi. Parole troppo dure e insensibili, nei confronti di una ferita che gli americani ancora non hanno guarito e che ancora sentono forte nel loro orgoglio.


L’Arabia Saudita, alleato chiave degli Stati Uniti in Medio Oriente, si è opposta con forza al disegno di legge. Il Ministro degli Esteri saudita, ha paventato la possibilità di ritirare tutti i capitali, stimati in miliardi di dollari, investiti nelle attività finanziarie statunitensi. E anche questo, probabilmente, è stato visto come una forma di ricatto dai senatori del Congresso.

La Camera ha votato 348 a favore contro solo 77 contrari. In questo modo ha superato la maggioranza dei due terzi prevista in questi casi per annullare la decisione del Presidente. Obama in tutto ha messo il veto su 12 leggi approvate in questi anni dal Congresso. Capitol Hill invece non riusciva a scavalcare un veto presidenziale dal luglio del 2008, quando Camera e Senato riuscirono a fermare un veto di George W. Bush su una questione legata alla sanità.

È proprio il caso di dirlo, un Obama cotto e non più considerato farà male anche alla campagna della Clinton, con un Trump che, invece, anche quando sta fermo, avanza.

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