Pagano sempre i cittadini

Prelievo sui conti correnti per il salvataggio di Banca Etruria. Siri: "È una rapina"

Per recuperare i soldi ceduti al fondo "salva banche", gli istituti bancari aumentano le spese a carico dei correntisti. "Siamo all'appropriazione indebita. Prendono denaro dal conto con una decisione unilaterale"

Marco Dozio
Prelievo sui conti correnti per il salvataggio di Banca Etruria. Siri: "È una rapina"

Foto ANSA

Chi paga per le banche salvate dal governo Renzi? Chi paga per il disastro di Banca Etruria gestita dalla famiglia Boschi e per gli altri 3 istituti bancari coinvolti nel piano di salvataggio? I cittadini. Inconsapevolmente. Di fatto attraverso un prelievo sui conti correnti. Funziona così. Le banche per coprire i soldi affluiti al Fondo nazionale di risoluzione delle crisi bancarie, istituito da Bankitalia, si rifanno sui correntisti. Aumentando i costi del conto corrente, introducendo spese supplementari o addirittura ricorrendo all’anatocismo, ovvero all’interesse sull’interesse.

Come spiega Il Giornale, finora l’operazione di salvataggio è costata al sistema nel suo complesso 3,6 miliardi di euro. Denaro che difficilmente potrà essere recuperato dalla vendita delle suddette banche “salvate”. Banco Popolare e Ubi Banca, per esempio, avrebbero deciso di ripianare gli esborsi per i salvataggi di Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFerrara chiedendo ai propri clienti un obolo rispettivamente di 25 euro e di 12 euro. Poi c’è Unicredit che sempre secondo il quotidiano milanese avrebbe aumentato di due euro al mese alcune formule di abbonamento di conto corrente, motivando la misura con “l'accordo in sede Ue per la costituzione di un fondo per la risoluzione delle crisi bancarie (il cosiddetto Single Resolution Fund)”.

Armando Siri, responsabile economico di Noi con Salvini e fautore della scuola di formazione politica che riparte il 2 ottobre, come definisce quello che sta succedendo?
L’aumento dei costi dei conti correnti è una rapina. È un’appropriazione indebita. La banca decide di prenderci dei soldi dal conto, con una decisione unilaterale. E i cittadini non sanno come difendersi, non potendo chiudere il conto. Come farebbero altrimenti a ricevere stipendio, pensione, a pagare la bolletta o il bonifico per l’università del figlio?

Il cittadino non ha altra scelta che pagare?
Esatto. Lo scandalo è che lo Stato ci obblighi ad avere un conto corrente, quando oggi averlo non conviene a nessuno. Conviene solo alle banche che utilizzano quest’obbligo per rapinare i cittadini. Oggi le banche con i tassi sottozero e la stagnazione ormai endemica, cercano di guadagnare facendo pagare le spese ai correntisti. Il sistema ci ha imprigionato in un meccanismo che impone ai cittadini di versare l’obolo. Se oggi la banca chiede due euro siamo obbligati a darglieli, così come domani quando ne chiederà cinque o dieci. Il cittadino non è più nemmeno nelle condizioni di rescindere il contratto e cambiare banca, perché gli istituti bancari hanno fatto cartello: le persone si troverebbero comunque a versare i medesimi oboli.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU