Mentre l'Ue agevola le multinazionali

Telgate, la battaglia del sindaco contro il centro commerciale: "Il territorio sta morendo"

Scontro con il Comune confinante che si appella alla direttiva Bolkestein per eludere le norme restrittive di Regione Lombardia. Per ogni posto di lavoro creato dalla grande distribuzione, se ne perdono 6 nel piccolo commercio. Interrogazione di Salvini a Bruxelles

Marco Dozio
Telgate, la battaglia del sindaco contro il centro commerciale: "Il territorio sta morendo"

Foto da internet

L’Unione europea, con la famigerata direttiva Bolkestein, favorisce i centri commerciali a discapito dei negozi di prossimità, per effetto di una deregolamentazione che consente di realizzare colossi della grande distribuzione sostanzialmente ovunque. Anche dove ce ne sono in abbondanza, anche dove possono generare problemi di viabilità, in nome di una liberalizzazione che agevola le multinazionali e soffoca i “piccoli”.

Una deriva alla quale si oppone da tempo Regione Lombardia, attraverso normative che limitano l’apertura o l’ampliamento delle grandi strutture di vendita in rapporto al numero di abitanti e alla presenza sul territorio di altri giganti. Si tratta di battaglie a difesa delle comunità, del loro tessuto socio-economico, dell’ambiente e persino della sicurezza, perché ogni bottega chiusa è un presidio territoriale che viene meno e la desertificazione dei paesi e delle città è fattore che aumenta l’insicurezza.

Per non parlare del risvolto occupazionale: per ogni posto di lavoro creato dai grandi centri commerciali, se ne perdono 6 nel piccolo commercio, dati della Cgia di Mestre. Nel silenzio dei media nazionali, un po’ dappertutto si assiste a diatribe tra chi sta una parte e chi dall’altra. In provincia di Bergamo, per esempio, è scontro istituzionale tra il Comune di Telgate e quello di Grumello perché quest’ultimo intende procedere con l’autorizzazione di un parco commerciale di 12.000 metri quadri (ormai si dice parco a evocare la beffa del verde cancellato) in una zona di confine, nonostante a un quarto d’ora d'auto svetti uno dei più imponenti centri commerciali d’Europa e nonostante la presenza nel medesimo Comune di un’altra grande struttura di vendita.

La contesa sul Grumello Center da politica diventa legale, come spiega al Populista il sindaco leghista di Telgate, Fabrizio Sala: “Andremo fino in fondo con i ricorsi in tribunale. Ho il dovere di difendere i miei cittadini, il territorio sta morendo a causa dei centri commerciali. I commercianti che resistono rischiano di abbassare la saracinesca per sempre, impoverendo in modo drammatico la nostra realtà”. Poi c’è la questione viabilistica: “L’area interessata confina col nostro Comune ed è a 300 metri dal casello autostradale. Le ripercussioni da questo punto di vista saranno notevoli, non abbiamo bisogno di caos viabilistico e ulteriori ingorghi. Assurdo poi che Grumello si appelli alla direttiva Bolkestein per eludere le norme della Regione Lombardia”.

Sul tema il leader della Lega Matteo Salvini ha presentato un’interrogazione al Parlamento europeo, citando una sentenza del Tar del Veneto, circa il diritto di pianificazione dei territori e la restrizione in base al numero di abitanti che alcuni Stati e Regioni hanno stabilito per arginare il fenomeno. In sostanza viene chiesto alla Commissione europea se ritiene legittimi i paletti imposti da Regione Lombardia. Mentre il PD in Provincia fa il pesce in barile: “La Regione in una nota interpretativa ha espresso parere contrario sulla fattibilità dell’opera – aggiunge il sindaco Sala - mentre dell’ente provinciale targato PD giunge un silenzio assordante nonostante le nostre sollecitazioni a esprimere parere negativo sul nullaosta alla modifica della viabilità, che di fatto darebbe il via libera al Grumello Center”.


L'interrogazione di Matteo Salvini al Parlamento europeo

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