missione Esa in 11 Paesi Ue-3

Spazio, le prime scoperte telescopio Cheops

Dedicato alla ricerca sugli esopianeti, i pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare e che orbitano, quindi, attorno a stelle diverse dal Sole

Redazione
Spazio, le prime scoperte telescopio Cheops

Le scoperte di Cheops (CHaracterising ExOPlanet Satellite), il primo telescopio spaziale dell'agenzia europea (Esa) dedicato alla ricerca sugli esopianeti, sono state pubblicate sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics. Gli esopianeti, detti anche pianeti extrasolari, sono pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare e che orbitano, quindi, attorno a stelle diverse dal Sole. Il primo esopianeta è stato scoperto nel 1995 da Michel Mayor e Didier Queloz, due astronomi svizzeri che proprio per tale scoperta hanno vinto nel 2019 il Premio Nobel per la fisica. Cheops è una missione sviluppata grazie alla collaborazione tra l'Esa e un consorzio di oltre cento scienziati e ingegneri provenienti da 11 Paesi europei guidato dall'Università di Berna. Tra gli scienziati coinvolti c'è anche Davide Gandolfi, docente del Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino, da più di 5 anni parte del science team del progetto.

Usando i dati raccolti dal telescopio, gli scienziati hanno di recente portato avanti studi dettagliati sull'esopianeta 'WASP-189b', un pianeta che orbita intorno alla stella 'WASP-189', una delle stelle più calde ad oggi conosciute attorno a cui è stato scoperto un sistema planetario. "La stella 'WASP-189' è lontana 322 anni luce dalla Terra e si trova nella costellazione della Bilancia", ha spiegato la dottoressa Monika Lendl dell'Università di Ginevra, prima autrice dello studio realizzato con le osservazioni del telescopio Cheops spaziale dell'agenzia europea (Esa). "Il pianeta 'WASP-189b' è interessante perchè è un gigante gassoso che orbita molto vicino alla sua stella. Il pianeta impiega meno di tre giorni a compiere una rivoluzione attorno alla sua stella ed è 20 volte più vicino a questa di quanto la Terra sia vicina al Sole", ha continuato Lendl. A causa degli effetti mareali, un lato di 'WASP-189b' è costantemente illuminato dalla luce della stella. Di conseguenza, la parte opposta è sempre al buio. Ciò implica che il clima è completamente diverso dagli altri giganti gassosi del nostro sistema solare, come Giove e Saturno, hanno fatto sapere dall'Università di Torino. "In base alle osservazioni fatte grazie a CHEOPS, stimiamo che la temperatura di WASP-189b si aggiri attorno ai 3.200 gradi Celsius" ha concluso Lendl.

 "Misurando la diminuzione di luce osservata durante l'occultazione del pianeta, quando 'WASP-189b' si nasconde dietro la sua stella, Cheops ci ha permesso di stabilire che questo gigante gassoso assorbe gran parte della luce che riceve dalla stella e che molto probabilmente è privo di nubi", ha affermato Davide Gandolfi, docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino e membro del team di ricerca di Cheops. "Cheops ha anche osservato due transiti del pianeta, quando 'WASP-189b' passa di fronte alla sua stella. Grazie alla precisione con cui il telescopio misura le variazioni di flusso abbiamo dimostrato che la stella ha una forma non sferica, a causa dell'elevata velocità con cui questa ruota attorno al suo asse. - ha continuato Gandolfi - Abbiamo inoltre confermato che l'orbita del pianeta non è allineata con il piano equatoriale della stella. Questo suggerisce che 'WASP-189b' si sia avvicinato così tanto alla sua stella a causa di violente interazioni gravitazionali con altri pianeti. La qualità di queste misure dimostra che Cheops ci permetterà di effettuare studi dettagliati dei pianeti extrasolari e delle stelle attorno a cui questi orbitano", ha concluso il ricercatore.

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