In carcere 45enne senza fissa dimora

Ragazza di 15 anni violentata da un marocchino in provincia di Bergamo

Aggredita mentre tornava a casa in bicicletta da una festa, l'immigrato l'ha fatta cadere e l'ha bloccata a terra. Lei l'ha morso ed è riuscita a fuggire

Redazione
Bergamo, ragazza di 15 anni violentata da un immigrato marocchino

Una bici da bambina a terra. Da 123rf.com

Quando i genitori l'hanno vista arrivare a casa venerdì 29 luglio verso le 23 sporca di terra, tremante e ferita, hanno capito subito che era successo qualcosa alla loro figlia quindicenne. Lei piangendo ha raccontato che stava tornando in bicicletta dopo aver trascorso al parco la prima delle tre serate della festa della solidarietà, vicino al Santuario di Urgnano in provincia di Bergamo. Giunta in Via Basella "un uomo mi ha aggredita per violentarmi", ha raccontato la ragazza, prima a papà e mamma poi ai carabinieri. Lo sconosciuto, anche lui in bici, l'ha fermata chiedendole delle indicazioni. Lei gli ha risposto e poi ha ripreso a pedalare, ma poco dopo - dice - lui l'ha fatta cadere dalla bicicletta, l'ha sbattuta a terra e, bloccandola, ha iniziato a toccarla nelle parti intime. Allora lei ha reagito d'istinto mordendolo e lui ha mollato la presa.

Dopo il morso l'aggressore è scappato e lei, risalita in bicicletta, ha pedalato fino a casa, ha riferito l'accaduto ai genitori e ha fornito ai carabinieri una descrizione dello sconosciuto in cui si era imbattuta. I militari, intuendo di chi potesse trattarsi, hanno individuato un immigrato che aveva avuto in passato qualche guaio con la giustizia per droga; alla ragazzina hanno mostrato la sua foto e lei l'ha riconosciuto. La caccia all'uomo non è durata molto: in poche ore i carabinieri l'hanno rintracciato e arrestato. Si tratta di un marocchino di 45 anni senza fissa dimora, che ora si trova in carcere su indicazione del pm Antonio Pansa; l'accusa nei suoi confronti è violenza sessuale. Non risultano accaduti in paese altri fatti del genere, almeno di recente: a fine anno girava "un balordo", ha spiegato il sindaco al Corriere, "ma grazie al rapporto con i carabinieri, la criticità è stata risolta".

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