la riforma costituzionale al microscopio

Il golpe renziano per distruggere le Regioni

Ci raccontano che si taglieranno i costi della politica. Sono balle, gli sprechi sono già stati eliminati. In compenso Renzi accentrerebbe buona parte del potere su di sè...

Ennio Castiglioni - Comitato per il NO
Il golpe renziano per distruggere le Regioni

Foto ANSA

Il PD continuava a menarla dicendo che avevamo la Costituzione "più bella del mondo" e adesso vogliono buttarla nel cesso, come bene illustra un volantino fatto circolare da uno dei Comitati per il NO. Già, perché il nuovo golpe renziano intende accentrare tutto il potere a Roma, nelle mani di uno solo (indovinate chi?), e la Sinistra non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi che la maggiore efficienza, democraticità e flessibilità del sistema ed il migliore coordinamento di governo possano passare per una valorizzazione delle autonomie anziché dalla loro compressione.

Se vincesse il Sì l’assetto regionale della Repubblica uscirebbe, da questa riforma, fortemente indebolito attraverso un riparto di competenze che alle Regioni toglierebbe quasi ogni spazio di competenza legislativa, facendone organismi privi di reale autonomia, e senza garantire adeguatamente i loro poteri e le loro responsabilità anche sul piano finanziario e fiscale.

Il superamento delle competenze concorrenti, probabilmente inutile al fine di ridurre il contenzioso, porta ad un riaccentramento statale della responsabilità legislativa. Diventano, tra le altre, di competenza esclusiva dello Stato: coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro pubblico; disposizioni generali per la tutela della salute; sicurezza alimentare; tutela e sicurezza del lavoro, nonché le politiche attive del lavoro; l’ordinamento scolastico, l’istruzione universitaria e la programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica.

Nasce poi quella che qualcuno ha definito molto propriamente la clausola–vampiro. Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo ritiene opportuno. A nessuno può sfuggire che l’intera architettura del riparto delle competenze legislative viene svuotata della propria carica prescrittiva, potendo essere derogata a giudizio insindacabile del Governo, vista anche l’estrema genericità dei presupposti.

Varrebbero meno anche i cittadini. Le firme da raccogliere per una proposta di iniziativa popolare passano da 50 a 150.000. C'è poi il discorso sui falsi risparmi sulle Regioni. Il Presidente del Consiglio afferma che "con la riforma non ci saranno più i vitalizi, il Presidente della Regione cesserà di guadagnare più del Presidente degli USA e i gruppi non avranno più soldi per pranzi e cene". Balle, balle e ancora balle! Dopo il decreto legge 174/2012, che Renzi non conosce o finge di non conoscere, e che le regioni hanno dovuto recepire è accaduto questo:

i vitalizi non ci sono più;
gli stipendi dei consiglieri regionali sono fissati, uguali per tutti, con legge nazionale e il presidente della Regione guadagna certamente meno del moralizzatore, Matteo Renzi;
i gruppi consiliari hanno ora in dotazione il 7/8% delle risorse economiche che avevano durante il periodo degli scandali, che servono esclusivamente per le spese d’ufficio e sono sottoposte a regole strettissime. La storia dunque che, in questo modo, si taglierebbero i costi della politica è solo l'ennesima panzana raccontataci dal Governo Renzi per mietere consensi...


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