La sinistra italiana e l’immigrazione-grimaldello

Alla fine di tutto, l’Internazionalismo…

Dalla continua adorazione della UE all'incarico ricevuto dall'ex sottosegretario Pd Sandro Gozi nell'amministrazione Macron, passando per la clamorosa visita di Ivan Scalfarotto ai due presunti killer del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, quelle “vette di stupidità” (Carlo Calenda) che stanno raggiungendo i sinistri italiani. Con molte delle loro tare ideologiche che provengono dalla comune (e catastrofica) formazione marxista…

Mauro Rotellini
Alla fine di tutto, l’Internazionalismo…

Alla fine, di tutto Marx, Gramsci, Togliatti e Berlinguer è rimasto solo l'afflato internazionale. Una spinta assoluta e intollerante.

L'unico rimasuglio che fa da collante alla sinistra italiana. Il più grande partito comunista del mondo libero, che non ha mai elaborato una svolta socialdemocratica, ha visto fallire tutto quello che ha predicato nel corso dei decenni. Con il 1989 ha subito il crollo del comunismo reale. Con l'oggi deve fare sempre di più i conti col fatto che nessun paese comunista è o è mai stato democratico e tollerante

Peter Hitchens ex radicale di sinistra che oggi ha aperto gli occhi, ha scritto in proposito qualche anno fa sul Mail on Sunday questa confessione-denuncia: “Quando ero un rivoluzionario marxista, eravamo tutti a favore di più immigrazione possibile. Non perché ci piacessero gli immigrati, ma perché non ci piaceva come era la società britannica. Abbiamo visto gli immigrati – da qualsiasi luogo – come alleati contro la società conservatrice che il nostro paese era ancora alla fine degli anni Sessanta. Volevamo usarli come grimaldello. Inoltre, ci piaceva sentirci ‘superiori’ alle persone comuni – di solito delle zone più povere della Gran Bretagna – che videro i loro quartieri improvvisamente trasformati in presunte ‘comunità vibranti’”.

L'unico punto fermo che proviene dunque dall'esperienza comunista, e che è sopravvissuto, è l'internazionalismo (sempre per evitare una critica socialdemocratica). Che si declina nell'adorazione della UE, nel prendere posti nel governo... francese, nel rifiuto della tutela di persone e interessi italiani, negli immigrati quale grimaldello per la disarticolazione della società, nell'omaggio alla globalizzazione, nella promozione di minoranze numericamente insignificanti, ma danarose e portatrici di un modello atomistico di comunità. 

Ecco questi atteggiamenti derivano da quell'unico principio marxista non ancora morto.

Eppoi si dicono non più comunisti... Ma fanno senso anche ai loro attuali compagni di partito, che non provengono da una formazione marxista. Come l’europarlamentare Pd Carlo Calenda che ha sbottato così contro due dei suoi compagni: "È il caldo. Spero che sia il caldo. Perché tra Gozi ieri e Scalfarotto oggi vi giuro che stiamo raggiungendo vette di stupidità mai prima conquistate nella politica contemporanea"…

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