Traffico di migranti dalla Libia? Sotto c'è dell'altro...

Scafisti tuttofare: clandestini, droga e petrolio

È il sospetto della guardia costiera libica: i mercanti di clandestini potrebbero avere ampliato il proprio giro d'affari, contrabbandando anche droga e petrolio

Redazione
Scafisti tuttofare: clandestini, droga e petrolio

Foto ANSA

Se pensate che dietro il fiorente business di "carne umana" vi sia solo lo sfruttamento dei disperati e dei "migranti economici" che usano la Libia come punto di partenza per altri lidi, siete in errore

C'entra anche il petrolio. Già, se ne è accorta la guardia costiera della parte occidentale della Libia, che dipende dal governo di Tripoli, che almeno in un'occasione ha bloccato una nave russa ed ha sottoposto ad interrogatorio i dodici marinai russi che componevano l’equipaggio. Il sospetto è che la nave intendesse contrabbandare petrolio dalla Libia; per questo motivo era già stata fermata a 17 miglia marine dal porto di Zuara; la seconda volta la nave è stata fatta dirigere nel porto di Tripoli.

Non sappiamo se questa sia solo la punta dell'iceberg, ma il sospetto è forte. Navi che ufficialmente portano solo migranti potrebbero invece contrabbandare anche petrolio. Prima del 2011 i campi libici producevano in totale 1,6 milioni di barili al giorno, ideale per la trasformazione in benzina. Ma con l’invasione di clandestini in Europa all’industria estrattiva si sta sostituendo il contrabbando di migranti, oltreché di ad armi e droghe. Il caos amministrativo e la presenza dell’Isis hanno stravolto persino l’economia locale: si chiudono i pozzi e si aprono i cantieri per sistemare i barconi. La tratta fino a Lampedusa frutta ottocento dollari a testa. E sì che il petrolio rendeva dai 55 ai 70 miliardi di dollari all’anno, mentre il crimine su larga scala non arriva a 5-6 miliardi.

E forse c'è chi ha deciso di agire in grande stile, aggiungendo ai profitti derivanti dallo sfruttamento dei clandestini anche quelli, non secondari, derivanti da droga e petrolio.

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