Una pratica assai diffusa nel Paese centramericano

Messico, sparizione forzata

Centinaia di persone scompaiono ogni anno; in molti casi c'è dietro lo zampino della polizia. Che a volte è direttamente responsabile e a volte solo negligente

Redazione
Messico, sparizione forzata

Foto ANSA

Sparizione forzata. Questo il termine con cui in Messico si indica l’omicidio e l’occultamento di cadavere di un criminale da parte della polizia

In Messico la gente scompare e la polizia non fa nulla. Quando addirittura non è lei a la responsabile delle sparizioni. Una pratica molto diffusa, nel Paese, alla quale recentemente un giudice ha però voluto dire basta, condannando, per la prima volta nella storia del Messico, un militare. Il giudice che ha emesso la sentenza, 31 anni di prigione ai danni del sottotenente Danny Hernandez, arriva dallo Stato di Nuevo Leon. La sparizione risale al 2012 ed il corpo della vittima non è mai stato ritrovato. 


Secondo l’ONU, la sparizione forzata sarebbe pratica abituale delle Forze dell’Ordine nella guerra al narcotraffico. Le persone scomparse nel nulla sono stimate in 23.000 (ma associazioni umanitarie ritengono che la cifra sia assai più alta). In un recente rapporto pubblicato da Amnesty International si accusano le autorità federali e statali del Messico di "aver alimentato una crisi dei diritti umani di proporzioni endemiche a causa della loro sistematica incompetenza e della totale mancanza di volontà di svolgere ricerche e indagini adeguate sulla sorte di migliaia di scomparsi". Il rapporto denuncia il profondo fallimento delle indagini sulla sparizione forzata di 43 studenti, avvenuta nel settembre 2014, nello stato meridionale di Guerrero così come su casi analoghi verificatisi nello stato settentrionale di Chihuahua e in altre parti del Messico. Secondo dati ufficiali, in tutto il paese non si hanno notizie di 27.000 persone, molte delle quali vittime di sparizione forzata.

"L'ondata senza fine di sparizioni nello stato di Chihuahua e il modo del tutto avventato col quale le autorità stanno indagando sulla sparizione dei 43 studenti di Ayotzinapa dimostrano il completo disprezzo per i diritti umani e per la dignità umana da parte delle autorità messicane", ha dichiarato Erika Guavara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. "È tragico dover constatare che, a causa della frequenza con cui si verificano, le sparizioni sono diventate quasi un aspetto della vita quotidiana. Nelle rare occasioni in cui vengono aperte indagini, si tratta di poco più di una mera formalità per far vedere che si sta facendo qualcosa".

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