accordo sottobanco tra le gang

Questuanti per strada? Con la benedizione del racket

"Una gestione precisa, senza sovrapposizioni, che testimonia chiaramente un accordo di business preventivo fra le organizzazioni che sfruttano i mendicanti"

Redazione
Questuanti per strada? Con la benedizione del racket

Dietro l'elemosina degli immigrati, militarmente piazzati davanti ad ogni banca supermarket e chiesa d'Italia, c'è un vero e proprio racket. IlPopulista lo denuncia da diversi mesi, ma adesso anche altri giornali lo stanno affermando. "Tre anni fa", ha scritto venerdì Il Giorno, "un'operazione della Procura di Milano consentì di stroncare un giro di falsi storpi gestiti da romeni, che schieravano anche minorenni nei mezzanini del metrò, per sfruttare il buon cuore dei pendolari. La nuova frontiera, adesso, è quella dei nigeriani".

Le donne sulla strada a prostituirsi, gli uomini, perlopiù ragazzi con alle spalle una storia di studi interrotti nella speranza di far fortuna in Europa, col cappello in mano fuori dai supermercati cittadini. "Ai romeni, perlopiù nomadi, è rimasto l'appalto dei semafori, ma rigorosamente durante la settimana", scrive Il Giorno, che ha notato che "nei giorni festivi, al loro posto, ci sono i venditori di fiori. Prevalentemente asiatici. Una gestione precisa, senza sovrapposizioni, che testimonia chiaramente un accordo di business preventivo fra le organizzazioni che sfruttano i mendicanti".

Il quotidiano milanese ha ricordato inoltre che, nel 2007 a Firenze, un'ordinanza anti racket fece piazza pulita dei lavavetri ai semafori, sgominando così le bande che ricattavano questi schiavi trattenendo loro i documenti e fornendo gli "strumenti del mestiere". Un successo a dimostrazione che anche questo genere di criminalità può e deve essere combattuta.

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