Gatto e «bohémien»

Anche il felino più domestico non disdegna una vivace attività nel cuore della notte con malcelato disappunto dei suoi coinquini umani

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Anche il felino più domestico non disdegna una vivace attività nel cuore della notte con malcelato disappunto dei suoi coinquini umani

Ogniqualvolta la mia micia è solita destarmi alle primissime luci dell'alba, esordendo in vocalizzi miagolosi insistenti, e dando prova delle sue abilità funamboliche saltando da un capo all'altro della camera per poi zampettare freneticamente sul mio dorso, fissandomi con i suoi occhi luminescenti... In quegli istanti mi sovvengono alcuni versi della poesia di William Blake tratta da "Song of Experience" che recita..."Tyger, tyger burnig bright in the forest of the night..."!

Sì perché in questo frangente il nostro dolce e coccoloso micio domestico si trasforma e diventa una piccola fiera, una creatura demistificata, quasi irriconoscibile, pronta a disdegnare gli agi del focolare domestico, pregustando quelle avventure che la libertà ed il buio gli possono concedere. Su Internet esistono in tal senso florilegi di vignette, narrazioni di vita vissuta ed altro, in cui gatti costringono alle ore piccoli malcapitati proprietari, trascinandoli in scorribande sia in che outdoor. Ho notato molto sconcerto e preoccupazione anche in coloro che pur avendo gatti socievoli e tranquilli, soprattutto all'appropinquarsi della bella stagione, notano che i loro amici a quattrozampe diventano insonni e si cimentano in uscite notturne, fossero pure pericolose scorribande dal proprio terrazzo a quello del vicino, volteggiando in equilibrio su cornicioni e ringhiere.

Perché tutto ciò? "In primis" dobbiamo riconoscere che la nostra concezione del buio è diametricalmente opposta a quella che ha per così dire forgiato la tempra felina; in effetti i suoi stessi caratteri ontogenetici gli consentono di essere un pervicace esploratore della notte, grazie al suo fine senso d'orientamento, retaggio di un ancestrale passato di invitto predatore solitario. Il nostro gatto dunque, dotato di canali percettivi molto raffinati e dinamici, è in grado di rispondere ai minimi stimoli sensoriali nel più breve tempo possibile; esso è una perfetta anima crepuscolare, la cui natura è tale da renderlo molto attivo durante le ore di transizione tra il giorno e la notte. Così che privo di interferenze umane e domestiche, egli può esprimere tutte le sue potenzialità di ineffabile predatore, saggiando le sue capacità di adattamento e sopravvivenza.

Il gatto ha un talento innato, una perspicace istinto che gli consente valutazioni cogitative rapidissime, calcoli ambientali su ostacoli e possibili prede; la sua stessa biologica, gli ha regalato una mente dinamica da consentirgli una attività percettiva ed elaborativa acuta, nonché un apparato scheletrico congegnato ad applicare una elastica, snodata e nel contempo elegante attività motoria. Preso atto di ciò, occorre dunque cercare di comprendere le esigenze della nostra tigre domestica, riconoscendo che spesso essa è costretta all'inattività proprio durante le ore diurne, mentre noi siamo assenti o affaccendati.

Dunque la monotonia ambientale della casa e la routine comportamentale, tendono a rendere il micio sonnacchioso ed inoperoso durante le mattinate ed i pomeriggi; ma poiché per esso è necessità vitale muoversi ed esperire nuove situazioni, eccolo diventare uno scatenato bohémien delle ore piccole, soprattutto intorno alle 4 del mattino. E poiché, per lo più gli sono precluse cacce e perlustrazioni nelle foreste, il suo istinto ridestato lo sprona a giocare sfrenatamente, esprimendo il meglio di sé. "Quindi cari gattofili trovate il tempo di dedicarvi al bisogno di estrinsecazione vitale dei vostri piccoli amici, ripercorrendo per così dire le loro sequenze primarie: la caccia, la cattura, l'uccisione virtuale, creandogli nel contempo uno spazio vitale ed ampliando il suo spazio, non dimenticandoci di dargli accesso ad ogni angolo della casa o del territorio in cui vivono".

Questi preziosi capisaldi sono i prerequisiti essenziali per convivere con un micio felice e senza problemi, secondo la filosofia del più famoso comportamentista felino Jackson Galaxy, coprotagonista del reality "Il mio gatto è indemoniato". Sempre a giudizio di questo attivista e scrittore che ha dedicato la sua vita alla comprensione delle varie problematiche feline ed alle sue interazioni con gli esseri umani, creare un momento di condivisione con il proprio micio, svolgendo assieme a lui una attività ludica, consentirebbe di rafforzare il legame con lui, temperando così la sua aggressività e le intemperanze notturne. Anche solo una mezz'ora al giorno, dedicata ad interpretare i suoi miagolii (ognuno indica un differente stato d'animo) ed a concedergli attenzione e svago, eviteranno spiacevoli problematiche e getteranno le basi per un sodalizio appagante per entrambi.

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