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Cona, si inceppa il modello di "integrazione" delle cooperative

In vista delle elezioni PD e M5s si svegliano e iniziano a parlare di espulsioni ma sono partiti filo-invasione che hanno promosso la cancellazione del reato di clandestinità

Alessandro Morelli
Cona, si inceppa il modello di "integrazione" delle cooperative

Foto ANSA

Il giochino ha iniziato a rompersi da tempo ma grazie alla propaganda i partiti filo-invasione sono riusciti a mettere sotto il tappeto l'inefficacia della politica di "accoglienza" promossa a favore dei conti delle cooperative e degli enti "benefici". Finora.

La vicenda di Cone al centro di una rivolta degli ospiti della cooperativa Ecofficina a seguito della morte di una giovane è la punta dell'iceberg che potrebbe far cadere il muro di gomma eretto intorno alle violenze provocate da stranieri in attesa di essere riconosciuti clandestini e della malsana gestione di questi enti che a suon di euro pubblici riempiono tasche e portafogli dei loro soci nella piena consapevolezza delle prefetture con cui firmano i contratti.

Ecofficina (che sul proprio sito http://www.coop-ecofficina.it/ riporta solo di servizi educativi per minori) gestisce le ex basi militari di Bagnoli di Sopra (Padova), Cona (Venezia) e Oderzo (Treviso), dove sono complessivamente alloggiati quasi duemila migranti. Senza poi dimenticare che fino a pochi mesi fa si è occupata anche dell’ex caserma Prandina a Padova tanto che il Corsera certifica in oltre 10 milioni il fatturato della coop solo alla voce "accoglienza". 

Un lavoro incredibile che dovrebbe essere svolto da professionisti competenti che hanno a cuore il tema dell'integrazione a 360° e invece, Ugo Campagnaro, presidente regionale di Confcooperative bolla la Ecofficina: «Non esiste una legge che impedisce di ospitare e gestire centinaia di profughi in un'unica struttura. Questo però è un sistema che non risponde alle logiche della buona accoglienza, della qualità dell'intervento, dell'integrazione e della relazione. Si tratta invece di un modello che guarda soprattutto al business. E, per tutte queste ragioni, vogliamo prendere le distanze da questo soggetto e dalla maniera in cui opera" sospendendo l'ente da Confcooperative Veneto con l'accusa: "Guardano troppo al business".

Qualcuno in Prefettura poteva non sapere? Invece la gestione di migliaia di persone (per lo più risulteranno clandestine) è stata assegnata a questi affaristi dell'immigrazione che hanno fatto scatenare un putiferio nel mondo dell'accoglienza. Intanto la politica si muove: la Lega alza le barricate ricordando le occasioni in cui ha denunciato le situazioni di pericolo, il Pd non sa più che pesci pigliare e il Movimento 5 Stelle, che dal blog di Grillo spara contro gli ingressi facili auspicando più espulsioni, sul territorio e in Parlamento attua politiche filo-invasione promuovendo persino l'abolizione del reato di clandestinità. 

In mezzo ci sono immigrati che pensavano di trovare l'Eldorado e invece si ritrovano in (misere?) caserme e cittadini italiani che pagano per rendere pasciuti gli affaristi dell'immigrazione e mantengono migliaia di clandestini che dall'establishment e dalla propaganda vengono spacciati per profughi appena sbarcati dai barconi mentre le mafie ringraziano.

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