edito da rizzoli

La follia di Breivik diventa un libro

Compì una strage, in nome delle sue folli idee fondamentaliste: si diceva antimulticulturalista, antimarxista, antislamista e anticattolico. Agì per follia o dietro c'era di più?

Redazione
La follia di Breivik diventa un libro

Il 22 luglio 2011, Anders Breivik uccide settantasette persone. Vestito da poliziotto, irrompe tra i giovani che partecipano al meeting annuale dei laburisti norvegesi sull’isola di Utoya, a circa trenta chilometri da Oslo. Åsne Seierstad, autrice del bestseller Il libraio di Kabul, si è trovata in una posizione unica per interrogarsi sulla vicenda: corrispondente di guerra pluripremiata, si è occupata per anni di persone coinvolte in conflitti violenti. Ma soprattutto, ha avuto modo di scriversi a lungo con il folle e grafomane sedicente "comandante Anders Behring Breivik del movimento anticomunista norvegese", una volta incarcerato. Che le ha rivelato i suoi balzani progetti politici: fondare un Nordic Fascist Party per difendere la razza norvegese minacciata dal mondo musulmano.


Solo che, nel lager mentale di Breivik, ci siamo dentro tutti: cattolici ("papisti"), ebrei e musulmani, progressisti e conservatori "remissivi", intellettuali e giornalisti. In breve, un moderno neonazista perfettamente in linea con le idee fanatiche delle sette apocalittiche dei survivalist americani, quelli della supremazia bianca e delle stragi di Waco in Texas nel 1993 e di Oklahoma City nel 1995; quei "sopravvivenzialisti”, cultori della sopravvivenza a ogni costo, che vivono in case dove accumulano quintali di provviste, acqua potabile, generi di conforto, ma anche armi e munizioni, nell’attesa di una fine prossima ventura (dileggiati nel film Tremors e in un episodio di Star Trek Voyager), che vedono ovunque il diavolo e il comunista e considerano un nemico chiunque non sia ariano, o meglio W.A.S.P., White, Anglo-Saxon, Protestant (bianco, anglosassone e protestante).


La Seierstad, per la prima volta, si interroga su ciò che è avvenuto a casa sua, nel suo Paese, basandosi su un corpus enorme di deposizioni, interviste ad amici e familiari, registri comunali, testimonianze, generando una ricostruzione così precisa che per il New York Times "dovrebbe essere fatta studiare nelle scuole di giornalismo". E per Rizzoli pubblica Uno di noi. La storia di Anders Breivik. Per non dimenticare.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

L'America di Trump dice NO!
Intervista a George G. Lombardi

L'America di Trump dice NO!

Gigantesca tegola su frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit
sondaggio shock: il 67% vuole lasciare la Ue

Gigantesca tegola su Frau Merkel: i tedeschi vogliono la Dexit

Israele brucia, la stampa censura
L'esperto: "ecoterrorismo, Italia attenta!"

Israele brucia, la stampa censura

È morto Fidel Castro
cuba piange il lider maximo

È morto Fidel Castro


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU