Invasione programmata

L'Italia sa in anticipo quando e da dove partono i barconi, ma nessuno li ferma

Le informazioni fornite vengono utilizzate per favorire il business dei trafficanti. Allarme da Europol: 800mila pronti a partire, l'Isis può approfittarne

Redazione
L'Italia sa in anticipo quando e da dove partono i barconi, ma nessuno li ferma

Un pattugliatore della Guardia di Finanza soccore un barcone partito dall'Egitto. Foto ANSA

Quello che prima era solo un terribile sospetto, adesso diventa una vergognosa certezza: pareva strano che le imbarcazioni della Marina o delle Finanza fossero sempre vicine a qualsiasi barcone in difficoltà nel Mediterraneo, e che ci fosse sempre qualcuno pronto a filmare e fotografare ogni naufragio ed ogni salvataggio. La realtà è stata svelata da un'inchiesta del Fatto Quotidiano, che pubblica una delle tante segnalazioni riservate con le quali la centrale operativa della Guardia costiera - Maritime Rescue Coordination Centre Rome, che fa capo al ministero delle infrastrutture - dirama a diversi comandi e centri investigativi le notizie ricevute dalle autorità egiziane in merito a imbarcazioni in partenza cariche di clandestini: in pratica, l'Italia sa dei barconi in arrivo ancora prima che salpino.

Nel documento in questione, datato 16 maggio, viene indicato il porto di partenza, in questo caso quello di Rasheed, vicino ad Alessandria d'Egitto e noto per essere uno snodo del traffico di esseri umani gestito il più delle volte dai terroristi islamici; sono addirittura specificati il nome del capitano che si appresta a tentare la traversata, e quello di un negozio nel quale vengono raccolti i passeggeri. "Le due barche dovrebbero partire stanotte, domani o dopodomani", così c'è tutto il tempo per attivare la procedura di recupero, inviando fino a pochi chilometri dalle coste africane le navi che dovranno accogliere gli immigrati e traghettarli in Italia, dove tutti coloro che su questo business ci guadagnano si fregano le mani ad ogni nuovo sbarco.

Il documento pubblicato dal Fatto Quotidiano
Il documento consultato dal Fatto Quotidiano

Secondo quanto riferito al Fatto dagli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Catania, le carte delle inchieste dimostrano che i trafficanti rassicurano i loro clienti spiegando che dal mare sarà lanciato un Sos e la maggior parte del viaggio sarà a carico dalla Marina militare italiana. Complice l'arrivo della bella stagione - prevedono gli investigatori - le traversate continueranno ad aumentare. In inverno non si sono certo interrotte, ma in queste settimane si sono registrati flussi tra i 1.300 e i 2.000 arrivi al giorno. I magistrati sono convinti che molte ruote vengano unte perché gli occhi di chi dovrebbe vigilare restino chiusi: un rapporto di Europol pubblicato il 17 maggio, parla di un fatturato di 5/6 miliardi di dollari nel 2015 per i network criminali che gestiscono le partenze.

Un analista di Europol non trascura l'allarme terrorismo: "Dietro i flussi di migranti ci sono flussi economici e anche l'Isis può approfittarne". L'agenzia di polizia europea stima che in Libia ci siano "attualmente 400mila migranti", a cui se ne aggiungono altrettanti "potenzialmente in arrivo nel Paese dal Medio oriente e dalla regione del Sahel": un totale di "800mila persone che cercheranno di raggiungere l'Unione europea". Il sostituto procuratore Rocco Liguori della DDA di Catania non risparmia infine critiche al governo: per ordine del ministero dell'Interno - spiega al Fatto - le persone sbarcate "vengono spostate nel giro di un'ora verso i centri di accoglienza, cosa che rende difficile la raccolta delle testimonianze, fondamentali per approfondire le indagini. Di alcuni sbarchi non riusciamo a sapere quasi nulla".

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