Le origini dell'Isis e le responsabilità della politica estera statunitense

Salvatore Santoru
Le origini dell'Isis e le responsabilità della politica estera statunitense

Com'è ampiamente risaputo l'ISIS,noto anche come ISIL, è un gruppo fondamentalista islamico che si pone l’obiettivo di creare un “nuovo califfato” retto dalla Sharia nel Medio Oriente e in Nord Africa, e che ha proclamato nel giugno 2014 la creazione di uno stato non riconosciuto in Iraq e in Siria, retto dall’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Le sue origini si possono far risalire al 2004, quando nacque la frazione di Al-Quaeda "Jamaat al-Tawhid wa’l-Jihad", guidata da Abu Musab al-Zarqawi, che in seguito cambiò nome in Tanẓīm Qāʻidat al-Jihād fī Bilād al-Rāfidayn e Dawlat al-ʻIraq al-Islāmīyah, adottando l’attuale nome nel 2013. Ideologicamente l'ISIS si rifà, come Al-Quaeda, ai principi dell’islamismo radicale e specialmente alla versione radicale del salafismo, un’ideologia che promuove la supremazia dell’islamismo sunnita e,come altri gruppi facenti parte del "jihadismo internazionale", vede come nemici principali, oltre alla civiltà occidentale nel suo complesso, anche l'Islam non conforme all'interpretazione fondamentalista. Non casualmente, il sedicente "Stato Islamico" così come altri gruppi simili, sostiene la caduta di tutti gli stati basati su un'islamismo moderato e/o laico, come la la Siria, o di quelli basati sull’Islam sciita, come l’Iran e l'Iraq post-guerra. Proprio a proposito dell'Iraq, c'è da segnalare che dopo la fine della guerra gli USA decisero di consegnare la gestione del potere proprio alla fazione sciita (indirettamente o direttamente vicina all'Iran) e lasciarono praticamente a sé quella sunnita, rimasta "orfana" di rappresentanza per la fine del regime del sunnita Saddam Hussein, ed in seguito una parte di quest'ultima si è sempre di più radicalizzata fornendo terreno fertile per formazioni integraliste sunnite e antisciite come Al Qaeda e la stessa Isis. Chiaramente, la guerra in Iraq ha costituito l'evento che ha fatto precipitare il paese nel caos, inizialmente sempre più latente e in seguito venuto sempre di più a galla. Il fatto è che con l'eliminazione di Saddam Hussein sono venuti meno tutti quegli equilibri che caratterizzavano il paese e c'è da dire che,nonostante fosse brutale e dittatoriale, il regime di Saddam era perlomeno riuscito a mantenere un certo equilibrio tra sunniti e sciiti, allontanando il paese dalle tentazioni dell'estremismo religioso (tra cui quello sunnita alimentato dai regimi del Golfo), e garantendo una certa stabilità politica basata sull'utilizzo di un "mix ideologico" fondato su nazionalismo,socialismo e panarabismo tendente a un'islamismo laico,moderno e tutto sommato tollerante anche delle differenze religiose.

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