HI-TECH

La rivoluzione della tecnologia: diamo i numeri

Una tendenza che ha profondamente cambiato i comportamenti della popolazione mondiale. Cosa ci riserverà il futuro?

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Elena Salvarezza

Elena Salvarezza

Chi è Elena Salvarezza?
Giornalista pubblicista, con una laurea in Design della Moda incorniciata, porta avanti collaborazioni con testate on-line. Orgogliosamente comasca, è cresciuta a pane, cross della Juve e libri della Fallaci.
Anima complicata, adatta per pochi e non per tutti, in ricerca costante di tutto ciò che eleva l'ordinario allo straordinario.
Vive x scrivere perché le notizie preferisce darle che riceverle e perché il linguaggio scritto le da il tempo di ponderare le parole e girare bene la penna nella piaga. Il motto che ha abbracciato: "Quando arrivi a farti odiare, sai che stai facendo bene il tuo lavoro e lascerai il segno".

La rivoluzione della tecnologia.

Getty Images

“Baratterei tutta la mia tecnologia per una serata con Socrate”. Alla domanda se condividesse la grande importanza attribuita alla tecnologia, la risposta di Steve Jobs, primo vero fautore del mondo hi-tech, non è stata certamente quella che tutti noi ci saremmo aspettati. In un’epoca dove i dispositivi mobili e indossabili stanno prendendo sempre più piede e il fascino irresistibile della tecnologia ha travolto proprio tutti, noi de il Populista vogliamo dare i numeri. Nel mondo ci sono 2 miliardi e 405 milioni di utenti della rete Internet. Ben 1 miliardo e 300 mila smartphone e 383 milioni di tablet hanno, da tempo, superato l’utilizzo dei pc, soppiantato di fatto la lettura dei cari e vecchi giornali cartacei.
Non è finita qui. I dati raccontano che circa la metà della popolazione italiana si connette ad Internet per cercare informazioni: circa il 67% degli utenti sono attivi quotidianamente, con un numero pari a 12 milioni di utenti al giorno. Gli accessi ad internet da dispositivo mobile arrivano a superare il 53%.

Numeri da capogiro per una tendenza che ha inesorabilmente diversificato i comportamenti d’acquisto della popolazione di tutto il mondo, ha cambiato il modo di lavorare e il modo di pensare: giovani e meno giovani, nessuno escluso. Basti pensare all’incremento vertiginoso e costante dei siti e-commerce, del social media marketing, della consulenza fino ad arrivare alla formazione on line. L’onnipresenza del web ha introdotto inoltre nuovi avvertimenti come la velocità, l’uso superiore delle immagini, la freschezza dei social, l’utilizzo delle applicazioni. Insomma, nella piena convinzione che oggi sia la tecnologia a farla da padrona, l’innovazione digitale offre linee rinnovate, evolute funzionalità, estetica accattivante. 

Ma non è tutto oro quello che luccica. Quello che atterrisce è infatti  il constatare la dipendenza venutasi a creare da queste “macchine tecnologiche”, che sia lo schermo di un computer, il proprio smartphone, i social network o l’intera offerta dei servizi in rete. Il digitale si sta diffondendo a livello epidermico e il consumatore è sempre più bisognoso di essere catturato dalla novità. È un sistema che non può essere fermato. Cosa ci riserverà il futuro?

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