il giudice: l'omicidio fu premeditato

17enne sgozzato nel pesarese, Igli e Marjo a giudizio

“Non volevamo ucciderlo, ma solo spaventarlo”, avevano detto i due albanesi al momento dell'arresto

Alfredo Lissoni
17enne sgozzato nel pesarese, Igli e Marjo a giudizio

Foto ANSA

Il gup del Tribunale di Urbino Vito Savino ha rinviato a giudizio per omicidio premeditato con l'aggravante della crudeltà Igli Meta, di 21 anni, e Marjo Mema, di 20, accusati della morte di Ismaele Lulli, il 17enne trovato sgozzato nelle campagne di Sant'Angelo in Vado (Pesaro Urbino). “Non volevamo ucciderlo, ma solo spaventarlo”, avevano detto i due al momento dell'arresto. Alla faccia, lo hanno legato ad una croce e poi sgozzato.


Loro sono due giovani albanesi, Igli Meta di 20 anni, l’autore materiale dell’omicidio del 17enne Ismaele Lulli sgozzato nel pesarese, e Marjo Mema di 19 anni. I due giovani avevano invitato l’amico a fare un bagno al fiume e poi, nell’area di S. Marco in Selva nera, lo avevano tramortito (forse con un calcio alla testa) per impedirgli di reagire; quindi lo avevano legato ad una croce di ferro posta accanto alla chiesa e Meta lo avrebbe sgozzato, quasi decapitato. L’emorragia è stata immediata e violenta. I due avrebbero gettato il cadavere nel dirupo dove poi è stati rinvenuto.


Il movente? La gelosia. Meta voleva farla pagare a Ismaele per la presunta relazione con la sua fidanzata, Ambera Saliji. Questa la pista seguita anche dai giudici, che hanno appurato l’esistenza di un sms esca inviato dalla ragazza ad Ismaele per attirarlo in trappola (non immaginando che sarebbe finita tragicamente, disse lei); Igli avrebbe avuto in mente di farla pagare anche ad un altro giovane che avrebbe avuto un flirt con la giovane macedone. In tal caso la premeditazione c'era, altro che incidente. Ed il giudice l'ha riconosciuto.


La macedone ha infatti rivelato di aver ricevuto diversi sms da Igli contenenti minacce di morte dirette a Ismaele. La vicenda aveva avuto anche un sequel preoccupante: un mitomane informatico si era presentato su Facebook, nella comunità di Spotted Pesaro, il più grande gruppo pesarese presente sul social network, con l’identità (rubata) di Igli Meta, postando commenti a dir poco demenziali. Fortunatamente gli utenti non hanno abboccato, anzi lo hanno attaccato, bannato e, infine, denunciato alla Polizia Postale.

 

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