scenari prossimi venturi

NATO, falange aggressiva anti-Russia

Seconda ed ultima parte dello studio geopolitico di Marco Mari sullo scontro tra il mondo occidentale e la Russia di Putin

Marco Mari
NATO, falange aggressiva anti-Russia

I russi sono abituati a difendersi dai nemici facendo leva sulla loro storia e identità, mentre l’Europa ha avuto 70 anni per cancellare tutto il suo passato, tanto da risultare una brutta copia degli USA. Più passano gli anni e più diventiamo una poltiglia indistinta. Basta che Obama ordini e subito i leader Ue (che parola gossa, assomigliano più a dei portavoce) eseguono. Mai dalla fine della guerra fredda l’Europa era stata militarizzata come nei primi mesi del 2016: solo nell’ultimo anno l’Alleanza atlantica ha effettuato 297 esercitazioni militari coronate dall’operazione “Anaconda 16”, ai confini europei della Russia. Per tacere della realizzazione di alcune batterie missilistiche in Polonia e Romania, vendute all’opinione pubblica come difensive, per prevenire attacchi russi all’Europa, ma che possono essere caricate anche con testate nucleari.


La Russia non ha mai minacciato di attaccare l’Europa, mentre la NATO dal 1991 ha espanso la sua influenza ad est fino ad arrivare al confine russo; Mosca è rimasta invece ai suoi cofini originari. Chi ha tradito i trattati di 25 anni fa non è stato certo Putin. Se il Pentagono, ossia chi muove le leve della Nato, crede di costringere il Cremlino ad abbassare la testa sbaglia di grosso: c’è riuscito con la molle Europa degli smidollati servi sciocchi di Bruxelles; non sarà così con la Russia. Finora non è successo nulla di tragico solo per la saggezza di Putin e dei suoi dirigenti che non hanno regito alle provocazioni, non solo mediatiche: l’estromissione degli atleti russi dalle Olimpiadi brasiliane del prossimo agosto rientrano in questo gioco di tensioni continue, ma in caso di scontro i russi non si tireranno indietro e visti gli armamenti che hanno a disposizione non vi sarà speranza per alcuno.


Fotunatamente Putin è conscio del pericolo nucleare: lo ha dimostrato evitando accuratamente di alzare i toni, Obama no e in caso di vittoria della Clinton, non credo che la strategia americana cambierà. Anzi… Se non volgiamo finire arrostiti dobbiamo uscire da quella macchina da guerra che si chiama NATO, che  non è più una alleanza difensiva come in origine, ma una falange armata aggressiva con la quale schiacciare i non allineati. Ricordate che fine hanno fatto Iraq, Serbia e Libia. E si è visto poi cosa è scaturito da quelle campagne militari.

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