IL BUSINESS DEGLI IMMIGRATI

Il Prefetto da l'OK sulla salute dei profughi: i sindaci devono accogliere

A Savona bocciata l'ordinanza che bloccava gli arrivi per le mancate certificazioni sanitarie

Redazione
Croce Rossa Italiana

Foto ANSA

Aveva trovato il modo di respingere i clandestini in arrivo sul suo territorio, ma il Sindaco di Carcare, provincia di Savona, non aveva fatto i conti con il Prefetto. La sua ordinanza, che prevedeva di non poter accogliere gli immigrati, in quanto sprovvisti della certificazione sanitaria, è stata aggirata dal Prefetto Giorgio Manari, in quanto, i soggetti, sarebbero idonei poiché visitati e certificati tutti dalla Croce Rossa al momento dello sbarco. 

Continuerà, cioè, a valere la regola per cui non potranno accedere, sul territorio comunale, extracomunitari sprovvisti di certificazione sanitaria. Non è, tuttavia, il caso dei migranti inseriti nel circuito dell’accoglienza savonese, poiché tali soggetti sono già stati tutti visitati e certificati dalla Croce Rossa, subito dopo lo sbarco. È quanto emerso, ieri, nell’incontro tra il prefetto Giorgio Manari, il viceprefetto Fabrizia Triolo e i sindaci della Valbormida che hanno presentato, in una riunione di oltre due ore, le pressanti problematiche dei territori rispetto all’emergenza profughi. Molti i temi sul tavolo, con alcuni punti fermi arrivati al termine del pomeriggio. In primis, la garanzia, dalla Prefettura, che il prossimo bando per l’accoglienza imporrà una clausola ben precisa: le cooperative, che intenderanno partecipare alla gara, dovranno presentare soluzioni di accoglienza esclusivamente all’interno di quei comuni che, sino a oggi, non hanno accolto alcun migrante sul proprio territorio. Quarantuno, per la precisione.


Le preoccupazioni dei Primi Cittadini non sembrano essersi attenuate del tutto; emerge forte il dato secondo cui sui 69 Comuni della provincia, solo 28 hanno aderito al piano d’accoglienza, che oggi ha raggiunto i 900 profughi in provincia. Di questi, 350 solo in Valbormida. Dalle loro parole si percepisce la preoccupazione: "Non tutte le coop rispettano quanto previsto nelle prescritte mansioni". La segnalazione è di alcuni primi cittadini della Valbormida. Non si tratta solo del modo di operare, ma anche del controllo delle strutture finalizzate all’ospitalità. "A Calizzano", dice il sindaco Pierangelo Olivieri, "all’interno di un albergo da 22 posti ordinari sono stati accreditati 40 profughi. Possiamo considerarci a norma?". Intanto però, il giro di denaro legato all'immigrazione continua a gonfie vele, 1.045 posti per un business che si aggira sul milione di euro al mese “a testa”, per una decina di cooperative coinvolte.

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