la svizzera non scherza

Vietati burqa e niqab. In Canton Ticino si girerà a volto scoperto

Musulmani infuriati per il provvedimento. Il portavoce: "Pagherò personalmente le multe dei disobbedienti"

Ismaele Rognoni
Vietati burqa e niqab. In Canton Ticino si girerà a volto scoperto

La Svizzera si conferma ancora una volta come un paese nettamente più all’avanguardia del nostro. Un paese in cui la sicurezza viene garantita anche nei concetti più semplici e normali. Chi va in giro in Canton Ticino dovrà mostrare obbligatoriamente il proprio volto dopo che questo provvedimento è diventato legge dal 1 luglio 2016, con il voto favorevole del 65,4% di ticinesi ottenuto il 22 settembre 2013.

Sarà, appunto, vietato di “dissimulare o nascondere il proprio volto” con l’utilizzo di caschi integrali oppure con il niqab e il burqa che l’isalm impone alle proprie donne, simbolo di sottomissione femminile. Misoginia allo stato brado che verrà combattuta da questa apposita legge con delle multe da 100 (oltre 92€) a 10000 franchi oltre al naturale accertamento della persona col viso coperto.

Viviamo nel periodo del terrorismo che sta mettendo a ferro e fuoco quest’Europa indifesa. Non ci sentiamo più padroni a casa nostra e non siamo più liberi di girare in tranquillità nelle nostre strade. Abbiamo quasi timore a portare i nostri bambini al parco giochi ripensando alla strage, rivendicata dall’ISIS, presso la città di Lahore, in Pakistan, che ha mietuto 72 morti, di cui la maggior parte donne e bambini. Pertanto è il minimo andare in giro a volto scoperto, mostrando chi si è realmente dato che sotto ad un burqa può nascondersi chiunque e può nascondere qualsiasi oggetto, anche un ordigno esplosivo.

Questo provvedimento giustissimo ha ovviamente offeso la comunità islamica presente in Svizzera. A farne da paladino vi è un imprenditore franco-algerino, Rachid Nekkaz, che pagherà personalmente, da quanto ha dichiarato, tutte le multe inflitte alle donne indossanti il niqab o il burqa, fregandosene totalmente del fatto che il divieto aumenti la sicurezza dei cittadini.

Nekkaz ha avuto un violento scontro con Giorgio Ghiringhelli, ideatore della crociata anti-burqa. I due, infatti, si sono incontrati in Piazza Grande a Locarno, di prima mattina, dove Ghiringhelli aveva allestito un banchetto per raccogliere le firme all’iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” ideata dal Comitato di Egerkingen.


L’imprenditore islamico, che ha rinunciato alla cittadinanza francese nel 2013, è arrivato in piazza alle 11:30 accompagnato da Nora Illi che indossava un niqab, dichiarando: “Inaugurare una legge del genere nel giorno sacro dell'Islam e durante il Ramadan è una dichiarazione di guerra all'Islam pacifico”. Proprio in questo giorno un commando di questo “Islam pacifico” ha fatto irruzione in un locale del quartiere diplomatico Gulshan di Dacca, al grido di 'Allah akbar', uccidendo delle persone innocenti e prendendo degli ostaggi. L'iniziativa organizzata da Nekkaz si è conclusa con l’intervento da parte della Polizia che ha portato i due in Municipio, dopo aver chiesto loro documenti e generalità.

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