la richiesta arriva dalla lega

Ceta, la Lombardia vuole abolirlo

Romeo: "Anche la Lombardia chieda al Governo di sospendere immediatamente l’approvazione dell’Accordo di partenariato fra il Canada e l’Unione Europea"

Redazione
Ceta

“La Lega Nord anche in Lombardia farà la sua parte affinché il Governo italiano non proceda alla ratifica del trattato di libero scambio tra Canada e Ue che darebbe un micidiale colpo di grazia al nostro made in Italy, impedendoci definitivamente di tutelare i nostri prodotti di eccellenza rimpiazzati sul mercato canadese da prodotti locali spacciati per italiani con il cosiddetto Italian Sounding.” Lo affermano Paolo Grimoldi, Segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega Nord, Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord al Pirellone, annunciando un’interrogazione che verrà discussa nel Consiglio Regionale di domani. in merito al CETA, l’accordo di libero scambio fra UE e Canada.


A spiegare il perché dell’interrogazione è Massimiliano Romeo: “Questo accordo permetterà al Canada di vendere in Italia migliaia di tonnellate di grano contenente tossine e coltivato con diserbanti che da noi sono vietati da circa 20 anni i cui residui sono noti per le loro conseguenze cancerogene. Come già deliberato dalla Regione Veneto – prosegue Romeo – anche la Lombardia chieda al Governo di sospendere immediatamente l’approvazione dell’Accordo di partenariato fra il Canada e l’Unione Europea. Il CETA rappresenta un pericolo anche per le nostre produzioni DOP, in quanto dà il via libera a tutto l’agroalimentare “italian sounding” prodotto in Canada, a partire dal Parmesan o formaggi denominati Gorgonzola, Asiago, Fontina ma che con le nostre tipicità non hanno nulla a che vedere”.

“Oltre a legalizzare la pirateria alimentare e a comportare pericoli per la nostra salute – continua Romeo - il trattato di libero scambio con il Canada mette a rischio 40 mila posti di lavoro e apre di fatto le frontiere ai prodotti OGM”. “I nostri esportatori – conclude Paolo Grimoldi – sono già stati messi in ginocchio dalle assurde sanzioni europee alla Russia e da altre folli decisioni di Bruxelles, come il via libera incondizionato all’invasione dell’olio tunisino, e non possiamo permettere che da questo trattato con il Canada arrivi il colpo di grazia al nostro ‘made in’ e al nostro export”.

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