Stato islamico in crisi?

A Sirte gli jihadisti costretti a vendere polli e uova per strada

La città è allo stremo e i terroristi islamici, che non ricevono più uno stipendio da mesi, sono costretti a finanziarsi in modo alternativo

Alessio Colzani
A Sirte gli jihadisti costretti a vendere polli e uova per strada

Parata dell'Isis a Sirte il 18 febbraio. Foto ANSA

Il sito Middle East Eye riporta i racconti dei residenti della città costiera libica di Sirte, roccaforte dell'Isis: sempre più in difficoltà nel reperire fondi, gli jihadisti nella città costiera si dedicano ad attività "alternative", come la vendita di polli e uova per le strade. Messi in soffitta fucili e mitragliatrici, ma non le divise nere e i passamontagna che coprono il loro viso, su ordine della leadership locale si improvvisano venditori ambulanti di pollame proveniente da allevamenti di cui hanno preso il controllo al loro arrivo in città. "I miei parenti", ha riferito uno dei testimoni, "mi raccontano di vedere gente dell'Isis per le strade, con le divise nere e il volto coperto, a vendere sia polli che uova. E li vendono a prezzi molto bassi, appena uno o due dinari".

Gli jihadisti di Sirte, bersaglio nei mesi scorsi dei due governi libici rivali, sono oggi nel mirino delle forze fedeli al governo di concordia di Fayez al-Serraj, che preparerebbe un'offensiva con il sostegno dalle forze speciali di paesi come Usa, Regno Unito e Francia. In una situazione di crescente isolamento, l'Isis avrebbe difficoltà anche a pagare i salari dei suoi uomini. Così ha cominciato a imporre tasse ai commercianti, ma anche una sorta di canone di affitto ai residenti di alcune abitazioni lussuose sulla costa, un tempo appartenenti al clan del colonnello Muammar Gheddafi. In generale, la situazione umanitaria a Sirte è disastrosa, con una carenza ormai grave di cibo e medicinali e con frequenti interruzioni della corrente elettrica e delle comunicazioni.

"Tutti provano a scappare", ha raccontato un testimone, "soprattutto ora che ci dicono che una battaglia per riconquistare Sirte dovrebbe cominciare a breve". La 43enne Iman, fuggita la scorsa settimana con i suoi due figli, ha raccontato che i jihadisti sottraggono tutto quello che possono a chi tenta la fuga. "Ci hanno tolto il cibo e i fornelli per cucinare - ha spiegato - ci hanno fatti partire solo con gli abiti che avevamo addosso. E a qualcuno è anche stato vietato di partire". In assenza di altre risorse, a Bin Jawad, 150 km circa a est di Sirte, l'Is ha anche reintrodotto le banconote dell'era di Gheddafi, trovate nei depositi delle banche locali, e "costringe i commercianti ad accettarle", come ha raccontato Mohamed, un residente fuggito a Tripoli. E anche i rapimenti sono all'ordine del giorno. Secondo un altro testimone, a Bin Jawad se ne contano almeno 150 da gennaio. Il riscatto richiesto per il rilascio degli ostaggi è di 2.500 dinari, pari a poco più di 1.800 dollari.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Albergatore offre ospitalità ai terremotati italiani? "Razzista!"
Intervista al titolare dell'Agriclub di Venaus

Albergatore offre ospitalità ai terremotati italiani? "Razzista!"

ROSICON CUP / Trump insediato, chi rosica di più?
Quelli che ancora non si rassegnano...

ROSICON CUP / Trump insediato, chi rosica di più?


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU