Tripoli agisce, Roma dorme

Arrestato in Libia trafficante di carne umana

La polizia di Bengasi ha "pizzicato" il capo di una rete internazionale per l'espatrio clandestino. Era un siriano.

Alfredo Lissoni
Arrestato in Libia trafficante di carne umana

Foto ANSA

Arrestato a Bengasi un uomo di nazionalità siriana ritenuto dalla polizia locale "il capo di una rete che gestiva il traffico di migranti clandestini dalla Turchia verso l'Italia attraverso la Libia". Il maggiore Tareq Najim, capo della polizia del quartiere Al Sabri di Bengasi, ha dichiarato che "le forze di sicurezza hanno ricevuto informazioni su un siriano che gestiva il traffico di cittadini siriani portandoli dalla Turchia in Libia per poi spedirli via mare in Italia".

Lo stesso funzionario ha spiegato che il siriano, la cui identità non è stata rivelata, "risiedeva nella città di al Beida ma frequentava regolarmente Bengasi ed era attenzionato dagli agenti di sicurezza i quali gli hanno teso un agguato nella zona di Bouatni arrestandolo in flagranza mentre era con altre persone". 


La polizia libica è particolarmente attenta all'immigrazione clandestina, più di quanto si pensi e ben più di quanto si faccia da noi. L'anno scorso era stato ucciso a Tripoli Salah Al-Maskhout, capo di un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di esseri umani attraverso la Libia; la forza pubblica monitora poi i principali hub di smistamento verso il Paese: uno è l’asse Bamako-Gao (Mali), Tamanrasset-Ouargla (Algeria), Zawarah (Libia); il secondo Cotonou (Benin), Ouallam-Agadez-Dirkou (Niger), Tripoli; il terzo è la rotta Somalia-Eritrea-Etiopia che, attraverso la linea Sudan-Chad-Egitto, porta alle coste libiche di Bengasi.

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