denuncia dei soci di minoranza Parmalat

Latte: “I francesi peggio di Tanzi”

Il passaggio di Parmalat ai francesi di Lactalis doveva segnare la rinascita del marchio italiano dopo l’era Tanzi. E invece...

Marco Dozio
Latte: “I francesi peggio di Tanzi”

Presidio degli allevatori davanti alla sede di Lactalis. Foto ANSA

A distanza di cinque anni dall’acquisizione di Parmalat emergono contrasti e dubbi sulla gestione del gruppo guidato dalla famiglia Besnier. “Meglio Tanzi dei francesi”, è la sintesi dei rappresentanti del fondo Amber, soci di minoranza che durante l’assemblea degli azionisti a Milano hanno alzato gli scudi contro le modifiche dello statuto, a loro dire restrittive dei diritti delle minoranze. “Riteniamo che la situazione attuale di Parmalat possa essere considerata, con esclusivo riferimento alla corporate governance e con le debite proporzioni, addirittura peggiore rispetto all’era Tanzi”, spiega Arturo Albano, esponente di Amber, evocando di spettri di un passato che sembrava definitivamente alle spalle: “Quanto successo nella vecchia Parmalat è stato possibile anche perché mancavano strumenti di garanzia per gli azionisti di minoranza”.


Sullo fondo aleggia l’indagine della Guardia di Finanza sull’operazione che ha portato Parmalat ad acquisire l’americana Lag, a sua volta controllata da Lactalis. In sostanza il compratore è di proprietà del venditore medesimo, con Lactalis che avrebbe effettuato la manovra per ricavare liquidità sfruttando la ricca cassa di Parmalat. La battaglia dei soci verte anche sulla quotazione in Borsa: “L’andamento deludente di Parmalat in Borsa va ad esclusivo vantaggio di Lactalis che ha tutto l’interesse ad avere un prezzo del titolo basso, così da poter comprare azioni sul mercato a sconto significativo rispetto al valore intrinseco della società”, aggiunge Giorgio Martorelli di Amber.

 

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