e la storia finì al pirellone

Bergamo, articolo antiabortista sul giornalino scolastico. Il preside censura, la Lega insorge

Il dirigente di un Istituto orobico sospende le pubblicazioni dell'house organ degli studenti. Protestano i leghisti Saita e Anelli: "Vogliamo sia garantito ai giovani il diritto d'espressione"

Alfredo Lissoni
Bergamo, articolo antiabortista sul giornalino scolastico. Il preside censura, la Lega insorge

A sinistra, il liceo bergamasco. A destra, i leghisti Saita e Anelli

Lei è una studentessa che ha preferito mantenere l'anonimato. La sua "colpa"? Essersi dichiarata contro l'aborto sul giornalino della scuola. Risultato, dopo le proteste orchestrate dalle "sirene" della Sinistra più o meno estrema, il preside - per inciso già noto per non aver voluto il presepe nelle classi - ha chiuso la pubblicazione d'Istituto. Non siamo a Mosca ai tempi di Baffone e nemmeno a Pechino, ma a Bergamo, al liceo delle Scienze Umane e Musicali Secco Suardo.

Sulle barricate questa volta sono saliti due consiglieri regionali del Carroccio, entrambi bergamaschi. Che oggi al Pirellone, commentando un'interrogazione presentata all'Assessore alla scuola Valentina Aprea da FdI, hanno così commentato l'accaduto: “Si è trattato di un grave atto di prevaricazione sia da parte del preside dell'Istituto Secco Suardo, che ha chiuso il giornalino scolastico Print Freud, sia da parte del responsabile della Commissione Pari opportunità della Provincia di Bergamo, che ha pubblicamente censurato quella che altro non era che un'opinione espressa da una studentessa”. Così i consigliere leghisti Silvana Saita e Roberto Anelli.

“La posizione espressa in un articolo da una delle studentesse, a favore della vita e contro l'aborto, potrà essere condivisibile o meno da chi non la pensa come lei in materia di contraccezione, ma questo non legittima la raffica di insulti telematici ai quali la giovane è stata sottoposta e da cui non è stata difesa dall'Istituto, né assolve l'atteggiamento del preside, che ha preferito chiudere la pubblicazione, privando i giovani dell'opportunità di esprimersi”, dichiara Anelli.

Rincara la dose Silvana Saita: “L'illuminato preside del Secco Suardo, che non ama i presepi, tace quando il giornale d'Istituto pubblica articoli che non sono in linea con un certo pensiero unico che omologa tutti verso la più becera modernità. Nello statuto del giornalino rivendica il diritto alla pluralità di pensiero, ma ne blocca la pubblicazione non appena una studentessa osa pensare in modo diverso e scrivere un pezzo in cui, con buon senso e in maniera pacata, esprime un'idea dissonante, in questo caso sui contraccettivi. È bastato che il gruppo Unione degli studenti protestasse contro la posizione anti-abortista della ragazza perché il preside decidesse di chiudere il giornalino. Una decisione gravissima, mai presa sino ad ora, quantomeno sino a che gli articoli hanno avuto un taglio di suo gradimento”.


“Il preside avrebbe fatto meglio a difendere l'alunna dal linciaggio telematico orchestrato da un'opinione pubblica debitamente e politicamente aizzata, risolvendo la questione in maniera realmente democratica, garantendo cioè un contraddittorio e non ripiegando su una forma pura e semplice di censura. Per questo motivo”, concludono i due consiglieri del Carroccio, “valutando la gravità dei fatti e le implicazioni psicologiche e formative del cattivo esempio fornito dagli adulti responsabili del processo educativo, comunichiamo di aver presentato un'interrogazione in Commissione che, oltre a contemplare quanto già richiesto oggi in aula dal testo presentato da Fratelli d'Italia, chiede l'immediata ripresa della pubblicazione del giornalino scolastico, perché sia palestra di confronto culturale tra i giovani e non pretesto per battaglie ideologiche e politiche”.

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