Pagare meno, pagare tutti

La tassa unica è realtà

Flat Tax per famiglie ed imprese, solo con l’adrenalina fiscale si può rilanciare il cuore del Paese

Andrea Lorusso
La tassa unica è realtà

Foto Sala Stampa Camera dei Deputati

Ci siamo, adesso che finalmente la carne viva della riforma fiscale della Lega è stata messa sulla brace da Matteo Salvini ed Armando Siri, possiamo prenderci un momento di riflessione per capire meglio il cuore di quella che ambisce ad essere la vera sfida di rilancio economico del Paese.

Tassa Unica, Flat Tax per tutti, famiglie ed imprese. Contribuenti che vengono martoriati con una IRPEF a 5 scaglioni dal 23% al 43% del reddito, e aziende che hanno a che fare con una imposizione proporzionale IRES del 27,50% (24% a decorrere dal 2017). A demerito di questa farlocca progressività dell’imposta, tanto difesa e decantata da chi invoca la pregiudiziale Costituzionale, si scopre poi che il grosso dei mancati incassi da parte dallo Stato derivino proprio dall’elusione fiscale (raggiro delle aliquote crescenti) e non dall’evasione tout court (i cosiddetti “nullatenenti”).

Quindi perché introdurre una aliquota piatta al 15%? Ci viene in soccorso Siri: “Il Paese può davvero tornare a crescere. Niente annunci di una finta ripresa da “zerovirgola”, ma un progetto capace di dare un autentico impulso ai consumi, alla produzione e all’occupazione grazie alla maggiore disponibilità di risorse nelle tasche degli italiani. L’archiviazione di un sistema vecchio destinato ad alimentare una tassazione sempre più esosa e coercitiva che si limita a ingrossare le casse di uno Stato dispensatore di bonus, mance e sconti a fini elettorali, a favore di quello nuovo e semplice della flat tax in cui le risorse economiche liberate dall’attuale giogo fiscale vengono iniettate direttamente nel sistema economico italiano per stimolare la domanda, vero grande problema fino ad oggi irrisolto della recessione economica e che è costata all’Italia 10 punti di PIL in 8 anni.

Ed è proprio per recuperare il Prodotto Interno Lordo mancato che si arriva a questa impostazione chiara, tu cittadino mi paghi il 15% (aliquota nominale) di quello che guadagni, ma grazie ad un sistema di deduzioni fisse che si riducono all’aumentare del reddito, la fetta di cespite che lascerai alle casse dello Stato (aliquota reale) sarà calcolata in base alla tua capacità contributiva (rispetto dell’Art.53 della Costituzione Italiana).

Facciamo qualche esempio, da 0 a 35.000€ di reddito famigliare (una delle vere novità è la “famiglia fiscale”, non più il singolo contribuente, ma il reddito dell’intero nucleo famigliare sarà oggetto d’imposizione unica) ci sarà una deduzione fissa di 3.000€ per componente, dai 35.000 ai 50.000 euro avranno la deduzione fissa solo i carichi famigliari e dai 50.000 euro di reddito annuo, non ci sarà alcuna deduzione fissa.

Una famiglia di 4 persone con un reddito complessivo di 12.000 euro lorde, avrebbe una imposizione fiscale nulla, pari allo 0%, grazie appunto alla progressività indotta dalle deduzioni, mentre lo stesso nucleo famigliare con un reddito di 60.000€ lorde, pagherebbe l’aliquota piena del 15%. Importante è la clausola di salvaguardia, ovvero la possibilità per il contribuente, qualora si trovasse sfavorito dal nuovo sistema fiscale, di optare per il vecchio modello impositivo.

Tutto bellissimo direte voi, ma le coperture economiche? Anzitutto deriverebbero da una emersione naturale dell’economia sommersa, che ad una pressione fiscale equa, sentirebbe beneficio giuridico ed economico ad uscire in chiaro, e stiamo parlando di 540 miliardi di euro, di cui in maniera prudenziale si ipotizza una emersione di 52 miliardi di imponibile nell’arco di tre anni. Poi sono previsti provvedimenti una tantum di saldo e stralcio delle cartelle inesigibili di Equitalia, ovvero una sanatoria per quei contribuenti che hanno dichiarato i loro redditi ma a causa della crisi economica non sono riusciti a pagare il dovuto. Per costoro, con una richiesta che varia in base alla gravità della situazione patrimoniale dal 6% al 25% della cartella, si chiude il contenzioso con il fisco. E parliamo di ulteriori 60 miliardi di introiti per le casse erariali.

Ancora, Siri sostiene che l’introduzione della flat tax porterà il PIL ad un incremento del +1,2% nel primo anno e del +2,5% a regime dal terzo, un immediato ritorno delle attività economiche delocalizzate all’estero, attrazione di nuovi investimenti stranieri e un consequenziale aumento dell’occupazione, che a sua volta genera nuova base imponibile e così via. La famosa spirale positiva.

Last but not least, l’incremento delle entrate derivanti dalle imposte indirette, come l’IVA. Si perché questo fiume di euro che dall’idrovora statale resta nelle tasche dei cittadini, si tradurrebbe in maggiori consumi e maggiori entrate per 8,9 miliardi di imposta sul valore aggiunto, dal terzo anno di riforma.

Ovviamente nel caso in cui non si dovessero raggiungere i traguardi, c’è sempre la possibilità, come ogni anno accade con ogni previsione di bilancio, di applicare correttivi con manovre. Ma di questo ci rassicura Siri, non ci sarà bisogno: “Non sarà necessario poiché la rivoluzione fiscale porterà benefici fin da subito.

E non dimentichiamo il capitolo sanzioni, finalmente potrà esserci la giusta onta e la giusta durezza con chi, nonostante un sistema fiscale equo e giusto, farà il furbo: “La drastica riduzione dell’aliquota fiscale coinciderà, con una vera attività di tolleranza zero da parte del fisco, che in questo caso sarebbe legittimato a provvedimenti anche forti nei confronti di coloro che non saranno in regola con la dichiarazione. Si parte da sanzioni che prevedono la sospensione della patente o del passaporto, fino al sequestro immediato dei beni o al carcere nei casi più gravi.

Oggi il fisco, è visto dal cittadino come una spietata macchina da guerra che pretende dai lavoratori una quota eccessiva dei loro guadagni. Al contrario, nel momento in cui questa riforma entrerà in vigore, non ci sarà più possibilità di non rispettare le norme del sistema tributario che oggi è palesemente insopportabile e vessatorio, e che grazie all’introduzione della flat tax diventerà giusto, equo e inflessibile con chi non sarà in regola.”

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