Anche i preti ora s'arrabbiano

Le parrocchie del Veneto rifiutano i "profughi". E i prefetti fanno la predica

C’è una parte della Chiesa che ragiona oltre le ipocrisie e dice basta all’accoglienza di finti rifugiati. Il vescovo di Vicenza: "I parroci non possono agire senza o contro le proprie comunità”. Le prefetture tra vittimismo e moralismo d'accatto

Marco Dozio
Le parrocchie del Veneto rifiutano i "profughi". E i prefetti fanno la predica

Foto ANSA d'archivio

C’è una parte della Chiesa, in Veneto, che ragiona oltre le ipocrisie e dice basta all’accoglienza senza limiti e senza criteri. Diventando bersaglio dei prefetti, che anche sulle spalle dei preti vorrebbero scaricare le proprie inefficienze e la propria disorganizzazione. Sostengono, le prefetture, di dover subire le porte in faccia persino dai religiosi, oltre che dai sindaci riottosi. Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, i proconsoli governativi non sapendo più dove stipare i presunti profughi starebbero cercando (invano) una sponda nelle parrocchie. 

Eugenio Soldà, prefetto di Vicenza, avrebbe circa 2700 richiedenti asilo da alloggiare a spese nostre e ci fa sapere che soffre di solitudine: “Sono da solo, mi hanno sbattuto la porta in faccia pure i parroci. Mi hanno voltato le spalle”. Poi c’è il prefetto di Padova, Patrizia Impresa: “La Chiesa ci ha sostenuti, ma quando si è trattato di trovare dei posti...”.  E l’appello alle parrocchie di quello di Venezia, Domenico Cuttaia. Siamo ai prefetti depositari della morale universale che fanno la predica ai parroci, ritenuti non sufficientemente accoglienti. Il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, ha detto con chiarezza che i parroci “non possono agire senza o contro le proprie comunità”. Mentre Il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, pur parlando di accoglienza “doverosa”, specifica che “A Venezia c’è disponibilità da parte dei sacerdoti, ma non è semplice, soprattutto vista la crescita esponenziale degli arrivi. Il territorio a un certo punto non riesce più ad accogliere, non credo che non voglia più accogliere”.

In tutta Italia, a un anno dalla richiesta papale di spalancare le porte delle canoniche, le parrocchie ospiterebbero circa 5mila presunti profughi, 200 dei quali nella sola diocesi di Padova. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Le barricate sono lecite. La proprietà privata è sacra. In un Paese democratico non si confiscano i beni dei privati cittadini per metterci dentro stranieri. Anche i preti non rispondono all’appello. Anche loro hanno capito, come ha detto lo stesso Papa, che un conto sono i profughi veri. Un altro sono i migranti economici che girano il mondo in cerca di fortuna”.

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