Intervista all'avvocato penalista

Stupro e omicidio? Per il Governo PD valgono un'elemosina. Giulia Bongiorno: "Ridicolo"

Le vittime di violenza sessuale ricevono dallo Stato un indennizzo di 4.800 euro ma solo se sono povere. Nei casi di femminicidio agli orfani vanno 8.200 euro: "Cifre irrisorie. In Italia le leggi tutelano i colpevoli. Il ministro Orlando ha già svuotato la legge sullo stalking"

Marco Dozio
Stupro e omicidio? Per il Governo PD valgono un'elemosina. Giulia Bongiorno: "Ridicolo"

Per lo Stato, ovvero per il Governo in carica che ha partorito la legge, l’omicidio di una mamma, lo stupro di una figlia, il massacro di un uomo reso invalido a seguito di una rapina, valgono pochissimo. Un’elemosina. I ministri Orlando, Minniti e Padoan hanno firmato il decreto che stabilisce gli indennizzi dello Stato alle vittime di reati “intenzionali violenti”, i cui autori non risarciscono quanto stabilito dal giudice perché incapienti.

La legge prevede un risarcimento di 7.200 euro in caso di omicidio e 8.200 se a uccidere è un coniuge o una persona con cui la vittima aveva una relazione affettiva, con il “ristoro” destinato agli orfani. Lo stupro invece vale solo 4.800 euro, mentre per tutti gli altri reati violenti il limite massimo è fissato a 3.000 euro.

Per ottenere la mancia occorre però guadagnare non più di 11.300 euro l’anno, perché il reddito annuo “non deve essere superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato”: quindi solo le persone in difficoltà economica hanno diritto al risarcimento. Non solo. La vittima deve aver “esperito infruttuosamente l’azione esecutiva nei confronti dell’autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato da una sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo provvisionale, salvo che l’autore del reato sia ignoto”.

L’avvocato Giulia Bongiorno, da anni al fianco delle donne vittime di stalking con l’associazione Doppia Difesa, spiega al Populista che la legge in questione, esecutiva dal mese scorso, è “ridicola. Le cifre sono irrisorie. Ennesima dimostrazione di come manchi la dovuta attenzione per le vittime, le quali sono sempre state considerate, da tutte le leggi, come se anche loro fossero in qualche modo partecipi dei reati”.

Di base, secondo l’avvocato, c’è un problema culturale che genera queste distorsioni inaccettabili: “C’è disinteresse sostanziale per chi vìola le regole. E si ritiene la sanzione una sorta di optional: che la si dia o meno, e in che termini, risulta indifferente. Le vittime vengono guardate con antipatia, mentre sono sacre e andrebbero tutelate e protette. Ma in Italia le leggi sono sempre dalla parte dei colpevoli".

C’è un’inquietante coerenza tra pene irrisorie e risarcimenti irrisori, in una giustizia che non funziona da qualunque lato la si guardi: “Le vittime di reati violenti spesso sono persone che hanno già subìto processi in cui la controparte ha beneficiato di sanzioni svuotate. Del resto i processi italiani offrono ricchi premi e cotillon a coloro che sono colti in flagranza di reato. Lo Stato svuota la pena della controparte e nel contempo la vittima non ottiene il risarcimento perché il colpevole, di solito, non è capiente. In più ora lo Stato illude prospettando un indennizzo che rischia di non arrivare nelle tasche di nessuno”.

Bongiorno fa notare un’ulteriore beffa: “C’è una trappola ancora più insidiosa: un articolo di questa legge prevede che questi pochi soldi, questa mancia, questa elemosina debba essere attinta dal fondo di solidarietà per le vittime di mafia, usura, estorsione. Significa che nel medesimo fondo s’inseriscono anche le vittime di violenza, con la conseguenza che se in un dato anno bisogna dar luogo a un alto numero di risarcimenti, riguardanti altri reati, non tutte le vittime otterranno l’indennizzo e subiranno un rinvio all’anno successivo, sempre nell’eventualità che il fondo abbia sufficiente capienza. Oltre alle cifre irrisorie, lo Stato ha fatto in modo che le vittime debbano spartirsi il fondo esistente, non avendone creato uno ad hoc”.

L’avvocato denuncia un’ipocrisia di fondo: “Si parla tanto di allarme femminicidio, ovunque si ripete che le donne vanno tutelate, poi ci ritroviamo con questa legge spot e con quella sullo stalking sostanzialmente svuotata dal ministro Orlando”. La normativa che Bongiorno ha contribuito a creare, quando era presidente della commissione giustizia della Camera: “Orlando ha inserito le molestie tra i reati che si possono estinguere pagando. Dimostrando, anche in questo caso, il colpevole disinteresse dello Stato”.

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