LO STATO ISLAMICO SCONFITTO DALLA BUROCRAZIA?

Stipendi bassi, niente ferie e nemmeno una schiava. I miliziani dell'Isis protestano

Michael Weiss pubblica una lunga inchiesta su "Daily Beast" raccontando un Califfato in crisi. Tra diserzioni e lamentele per i pochi armamenti e le paghe da fame

Redazione
Miliziani Isis

Foto ANSA

L'Isis sarebbe al centro di scontri interni sugli stipendi, di lamentele per le ferie e di pesanti diatribe burocratiche. Questo il quadro che emerge dal giornalista statunitense Michael Weiss, autore di Isis, inside the Army of Terror, che ha pubblicato una lunga inchiesta su "Daily Beast". I documenti sono stati rivelati da dei ribelli siriani che li hanno recuperati nel corso di un raid e farebbero emergere notizie imbarazzanti per i terroristi islamici.

Ad essere particolarmente in crisi, sembrano le "cellule dormienti" vero e proprio fondamento per la crescita dello Stato Islamico. Ad esemplificare bene il tutto, la lettera privata recuperata nella zona di Damasco in cui si evince come un tale Abu Hudhaifa al Ghoutani avrebbe dovuto effettuare un operazione contro i miliziani siriani, ma sarebbe finito a fare il doppio gioco cercando di uccidere uomini dell'Isis prima di darsi alla fuga sottraendo una videocamera da 6.500 dollari, dell’esplosivo, una pistola, 2 fucili, 1.500 pallottole e 7 granate.

Ma non è finita, infatti al centro delle contestazioni interne finiscono anche le paghe dei soldati estremisti mussulmani che, come si legge in un altro messaggio, si lamentano dello scarso salario. Il miliziano Abu Muslim Al Muhajir del battaglione Fath Qaryatain protesta che la sua paga è di 50 dollari al mese, più altri 50 dollari per sua moglie. Niente bonus, dunque come promesso. E nemmeno una sabaya, una schiava, come spiegato a Michael Weiss da un disertore. E tra le tante contestazioni, c'è chi chiede armamenti migliori o una settimana di ferie sentendosi rimproverare perché "i fratelli dovrebbero essere precisi sulle date di vacanza, secondo la sharia".




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