Alternative für Deutschland

Dalla Germania uno tsunami populista sulla UE

Frauke Petry, leader di AfD, lancia una linea durissima contro l'immigrazione clandestina e l'islamizzazione. Ed il partito vola nei sondaggi, pronto a dare un poderoso calcio nel voluminoso sedere della Merkel e dei suoi soci UE

Max Ferrari
Dalla Germania uno tsunami populista sulla UE

La leader di Alternativa per la Germania Frauke Petry

Achtung! Dal Mare del Nord potrebbe arrivare l'onda anomala in grado di dare un fortissimo scossone al già traballante baraccone UE. Considerata marginale dopo le tragiche vicende della guerra, le cessioni di territorio alla Polonia e alla DDR, la Germania nord-orientale sta diventando l'incubo delle cancellerie europee e della Cancelliera Merkel che, pure, da quelle lande proviene e che in esse aveva trovato la sua originaria rampa di lancio. Oggi in quelle terre sferzate dal vento e bagnate dal Baltico tira l'aria buona dell'Est Europa che si ribella alle politiche islamo-immigrazioniste di Bruxelles e ne sono gonfie le vele dei “populisti” di Alternativa per la Germania (AfD) che oggi è in grado di andare oltre il 20% dei consensi e dare un poderoso calcio nel voluminoso sedere della Merkel e dei suoi soci UE.


Fantasie? Beh, in effetti quando Afd entrò sulla scena politica tedesca nel 2013 nessuno ci avrebbe scommesso un vecchio marco, perchè era opinione comune che in Germania mai avrebbe trovato spazio un movimento identitario e che quel settore era già ben presidiato dalla democristiana CDU cogli alleati bavaresi CSU. Probabilmente sarebbe stato così se la Merkel non si fosse trasformata nel campione dell'immigrazione islamica in Europa e nella paladina della Turchia nella UE, ma queste posizioni sgradite a molti, unite ad un aumento della criminalità e a difficoltà crescenti nella convivenza tra comunità hanno fatto sì che la rabbia tedesca una volta confinata ai settori operai della ex DDR abbia cominciato a dilagare ad ovest trovando una leader capace di incanalarla e trasformarla in una protesta razionale finalizzata ad ottenere in maniera democratica dei cambiamenti radicali.


Frauke Petry, l'attuale leader di AfD ha fatto una sommessa azzardata ma l'ha vinta: giunta al vertice di un partito arrivato ad un buon 5% nazionale portando avanti la lotta per la giustizia fiscale e lo snellimento della burocrazia (stile Lega anni '90) la Petry ha deciso che non bastava: la Germania si sta arabizzando e parlare di tasse è riduttivo e cieco. Da qui la svolta: una nuova linea durissima contro l'immigrazione clandestina e l'islamizzazione. Linea contestata da una parte di AfD e dallo stesso fondatore Berndt Lucke secondo cui il populismo non avrebbe pagato e occorreva evitare di assumere toni nazionalisti-identitari.


Da qui una scissione che non ha intimorito Frau Petry che,anzi ha allacciato fortissimi rapporti con i fratelli austriaci della FPO e ha raggiunto la Lega Nord, i fiamminghi e i lepenisti nel gruppo identitario europeo. Una scelta vincente se è vero che nelle elezioni regionali del 2016 AfD ha ottenuto un clamoroso 24% in Sassonia, un buon 12,6% in Renania-Palatinato e un ottimo e per nulla scontato 15,1% nell'ostico Baden-Wuttemberg guidato dai verdi. Da allora le posizioni di AfD si sono fatte ancora più decise e i rapporti con gli austriaci ancora più stretti (non a caso l'abbiamo incontrata a Vienna in occasione delle ultime elezioni presidenziali e pensiamo di rivederla ad ottobre per la loro riedizione) ma i tedeschi sembrano apprezzare dando una nuova speranza a tutti gli identitari europei.


Una vittoria populista in Olanda o in Austria, infatti, sono certamente importanti ma parliamo di piccole nazioni non in grado di creare un'onda in grado di impensierire il palazzo bruxellese. La Germania è un'altra storia: un partito simile al 20% nella nazione che guida economicamente e politicamente l'Europa può rappresentare un vero scossone e creare il famoso tsunami. Il 18 settembre infatti si vota a Berlino il 2 ottobre si terranno le elezioni in Austria e il referendum sulla immigrazione in Ungheria.


Un possibile filotto di vittorie, unite al fatto che la Brexit si è dimostrata una srategia vincente, potrebbe rimettere in discussione molte cose nel palazzo UE a partire da argomenti cardine come l'immigrazione incontrollata e l'entrata della Turchia in Europa sui cui il candidato presidente austriaco FPO, Norbert Hofer, ha già annunciato un referendum popolare dall'esito scontato che potrebbe essere subito imitato in Germania e in un'Olanda sempre più affascinata da Wilders e dalla sua proposta di Nexit (Olanda fuori dalla UE) e dal suo programma di totale chiusura agli immigrati islamici. Confidiamo nelle fredde e potenti onde del Mare del Nord.

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