Studi di settore da abolire

Imprenditrice vince contro il Fisco persecutorio: "Il mio incubo lungo 10 anni"

Alda Dallaglio in Rebagliati racconta l'odissea di ricorsi e controricorsi per ottenere giustizia e dimostrare di non essere un evasore. Il dramma delle persone oneste finite nel tritacarne dell'Agenzia delle Entrate e di uno Stato che pretende e non ascolta

Marco Dozio
Imprenditrice vince contro il Fisco persecutorio: "Il mio incubo lungo 10 anni"

Foto ANSA

Finire attraverso gli studi di settore nelle fauci del Fisco italiano, dello Stato che pretende e non ascolta, che anzi s’intestardisce nella persecuzione, può essere devastante. Lo è per molti imprenditori. Ma c’è qualcuno che, perseverando, riesce a ottenere giustizia. Anche se al termine di un calvario lungo 10 anni. Alda Dallaglio in Rebagliati, imprenditrice e capogruppo della Lega in consiglio comunale a Savona, ha vinto in Cassazione contro l’Agenzia delle Entrate, che ormai un decennio fa le recapitò una cartella da 200.000 euro perché qualcosa non quadrava nel cervellotico meccanismo degli studi di settore. “Non poteva esistere uno scostamento in negativo, ma senza il programma apposito, di cui solo l’Agenzia delle Entrate e i consulenti dispongono, non riuscivo a  capire il perchè di quanto era successo. Comunque all’origine ci fu anche un errore di compilazione e di inserimento di elementi esclusi dalle richieste del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, da parte del consulente che seguiva la nostra dichiarazione dei redditi”, spiega al Populista

Ciò non tolse che l’accusa da parte dell’Agenzia delle Entrate, in sostanza, era di essere un evasore. “Assurdo. Noi lavoravamo con enti pubblici e mai avevamo né potevamo evadere le tasse”. Quel trauma se lo ricorda ancora: “Arriva questa richiesta spropositata e mi sento morire”. Ma lo Stato procede come un rullo compressore, senza ascoltare ragioni. La ditta di cui Alda Dallaglio era ed è legale rappresentante, la el.ge srl (Elettrotecnica Generale), con la condanna alla Commissione Tributaria di Savona, in base alla legge, non può concorrere a opere che necessitano dell'iscrizione all’albo nazionale costruttori (Soa), requisito fondamentale per operare con le pubbliche amministrazioni, Enel ed Enel sole: “L’azienda nata pochi anni prima con attrezzature, mezzi e capacità di eseguire opere sino a un milione di euro, con una struttura industriale inserita nel p.a.i.p e con la reale possibilità di avere un ruolo nel territorio, non esiste più, è distrutta”.

Lei, tenace, sa di non aver evaso ed è convinta di riuscire a dimostrarlo, dunque resiste e ingaggia una sfiancante battaglia di ricorsi e controricorsi: tiene aperta l’attività (lo è tuttora), il fatturato perde uno zero a destra, poi nonostante la crisi edilizia riesce a vendere parte dell'immobile pagando alcuni dei debiti conseguenziali al blocco generato dalla condanna in Commissione tributaria, il cui importo sarà successivamente annullato. “Quello che ho passato negli ultimi dieci anni si può solo immaginare: cartelle da pagare gravate di sanzioni e interessi, l’impossibilità di lavorare pur avendo capacità, titolo, attrezzature, mezzi e dipendenti specializzati, il dover liquidare dipendenti capaci che mai se ne sarebbero andati dalla società e il poter operare solo per piccoli lavori, pur avendo posseduto tutto ciò che avrebbe permesso di continuare quanto avevamo avviato qualche anno prima”.

Un conto salato, moralmente ed economicamente: “Alla fine, per dimostrare l'innocenza della el.ge srl, la società tra l'investimento di attrezzature e mezzi fermi nel piazzale, ha rimesso una cifra ancora in fase di computazione, ma che supera di gran lunga la richiesta iniziale dell’Agenzia delle Entrate”. La vicenda poteva concludersi nel 2012, quando la el.ge srl vince davanti al tribunale di Genova. Ma l’Agenzia delle Entrate insiste e fa ricorso, prolungando le sofferenze: “Una forzatura dello Stato”. Quello Stato che “avrebbe potuto ascoltarmi e analizzare la mia situazione tempo addietro: avevano i mezzi tecnici e amministrativi per fare ogni tipo di verifica, così avremmo evitato tutto quello che sarebbe avvenuto in seguito”.

Dunque un errore nell’inserimento dei dati per gli studi di settore, strumento che la Lega chiede da anni di abolire, può catapultare in un incubo imprenditori onesti, la cui vita viene sconvolta dall’ottusità di un sistema inefficiente e vessatorio. Per non parlare del ruolo di alcuni professionisti: “Purtroppo le piccole aziende, a causa di un sistema burocratico complicato, sono alla mercè di consulenti che nel voler gestire molti clienti finiscono per far male il proprio lavoro”. Ora, a un prezzo altissimo, la verità è ristabilita. Le sanzioni per oltre 100.000 euro annullate: “La soddisfazione morale è enorme – dice ancora Dallaglio – il mio caso rappresenta un precedente significativo per tutti gli imprenditori alle prese con gli studi di settori e che sono impegnati a far valere le proprie ragioni. Quello che ho vissuto, e che vivono persone in situazioni simili, è semplicemente inaccettabile”.

L’imprenditrice offre anche qualche consiglio per evitare di essere risucchiati, da innocenti, in questo girone infernale: “Un elemento essenziale per predisporre lo studio di settore in modo corretto è seguire quanto ogni anno l’Agenzia delle Entrate indica nel ‘modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore’, che spiega come le voci del bilancio analitico dell'impresa debbano essere assommate e inserite nei vari righi, e questo è di competenza del professionista incaricato dall'imprenditore. Per i piccoli imprenditori il vero dramma è che non possono verificare gli studi di settore predisposti dai consulenti non possedendo l'apposito programma senza il quale, di fatto, siamo alla mercè di tutti: dei professionisti che sostengono di avere elaborato il tutto in modo corretto e poi dello Stato che effettua i controlli e ci accusa”.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Insulta Salvini e aggredisce un carabiniere. Denunciato rumeno
inferocito per essere stato richiamato all'educazione stradale

Insulta Salvini e aggredisce un carabiniere. Denunciato rumeno

Riuscito trapianto di faccia a Roma
ora in coma farmacologico

Riuscito trapianto di faccia a Roma

Reddito di cittadinanza M5S, Borghi: "Una pacchia per immigrati e rom"
Intervista al responsabile economico della Lega

Reddito di cittadinanza M5S, Borghi: "Una pacchia per immigrati e rom"

Pucciarelli: "Salvini? Su certi temi è più a sinistra della Cgil"
Intervista all'autore di "Anatomia di un populista"

Pucciarelli: "Salvini? Su certi temi è più a sinistra della Cgil"


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU