e ce lo dicono adesso?

Osservatorio russo capta segnale "alieno"

Cauti gli scienziati, che hanno rilevato la strana trasmissione nel maggio dell'anno scorso. Ma che non escludono ipotesi "esotiche": "Un segnale anomalo e di forte potenza che, al momento, non trova spiegazione"

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Osservatorio russo capta segnale "alieno"

E.T. ci chiama? Ovviamente è troppo presto (se non addirittura impossibile) per dirlo. Ma un "forte segnale" proveniente dalla stella HD164595 è stato captato dal radiotelescopio russo Ratan-600 di Zelenchuskaya. Situato sul versante settentrionale del Caucaso, impegnato nel programma Seti, ossia nella ricerca di messaggi inviati da civiltà extraterrestri, il 15 maggio dello scorso anno l'Osservatorio ha ricevuto "un segnale anomalo e di forte potenza che, al momento, non trova spiegazione".

Se non è l'ennesima cantonata della storia del progetto SETI, o un escamotage per spillare soldi al Governo, il preteso messaggio (che non è affatto detto sia rivolto a noi o sia una comunicazione intelligente) proverrebbe da una stella nella costellazione di Ercole, a 95 anni luce da noi. L'astro ha una massa quasi identica a quella del nostro Sole, un’età di 6,3 miliardi di anni e possiede almeno un pianeta grande come Nettuno ma più caldo, quindi un gigante gassoso. Però, dicono gli esperti, "potrebbe averne altri non ancora identificati". Insomma, potrebbe ospitare un gemello della Terra, popolato - a differenza di quanto accade qua - da una razza intelligente. Ed in grado di "telefonare" nello spazio.


Gli astronomi si muovono coi piedi di piombo; apposta hanno tardato a dare la notizia. Nel team della scoperta c’è anche l’astronomo torinese Claudio Maccone che lavora al progetto Seti. E che auspica "un monitoraggio permanente della stella". Il segnale è stato ricevuto con una larghezza di banda di 1 gigaHertz (GHz), ossia un miliardo di volte più ampia di quella utilizzata per le ricerche Seti e 200 volte più ampia di un segnale televisivo. Osservato una sola volta, il segnale non si è più ripetuto. Troppo poco per parlare di vita aliena. Alla quale sembra che nemmeno gli scienziati credano più di tanto...

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