Intervista a Carlo Botta

Minibot, l'esperto: “Strumento geniale per porre fine alla follia Euro. Bruxelles trema”

La proposta della Lega fa proseliti e mette in crisi gli euroburocrati: “Non sanno più dove sbattere la testa, consapevoli del fatto che non potrebbero opporsi a questa iniziativa. La moneta unica imploderà, dobbiamo uscire dal sistema prima che crolli tutto”

Marco Dozio
Minibot, l'esperto: "Strumento geniale per porre fine alla follia Euro. Bruxelles trema"

Foto da internet

“A Bruxelles stanno sbattendo la testa contro il muro: non sanno come contrastare una proposta geniale come i minibot”, spiega Carlo Botta, esperto di dinamiche di mercato, commentando l’idea della Lega, lanciata dal suo responsabile economico Claudio Borghi, di emettere buoni del Tesoro di piccolo taglio, in forma cartacea, da utilizzare come strumento in grado di agevolare l’uscita dall’euro. Scongiurando ritorsioni in stile Grecia degli euroburocrati.

Perché i minibot la convincono?
Sono uno sgambetto ai potentati di Bruxelles, i quali difficilmente troverebbero il modo di ostacolare l’iniziativa. È uno strumento intermedio per il rientro alla normalità. Personalmente non parlerei di uscita dall’euro, ma di rientro alla normalità. Uscire dall’euro è un concetto che per i non addetti alla macroeconomia può generare l’ansia dell’incognita.

Non hanno controindicazioni?
No, perché consentirebbero di sottrarre l’Italia ad eventuali ricatti tipo Grecia. Con 2-3 miliardi di emissioni di titoli di Stato sul mercato, lorsignori possono manipolare lo spread rendendo meno appetibili i titoli italiani: di conseguenza Draghi potrebbe avere o meno la facoltà di chiudere i rubinetti, non comprando il nostro debito e lasciandoci senza contanti. Con i minibot questi pericoli sono scongiurati. Inoltre, nel caso, si potrebbe ricorrere a Bancoposta, svincolato dal controllo della Bce. Andrebbero studiati accuratamente a livello grafico e di pezzatura, in modo da potersi sovrapporre, anche cromaticamente, alla moneta. Un po’ come il gettone telefonico che valeva 200 lire. Nel giro di poco tempo diventerebbero un mezzo di scambio per gestire i mesi necessari al rientro alla normalità.

Parla di ritorno alla normalità, nel senso che l’euro è un’anomalia?
Normalità è quanto accade nei restanti 200 sistemi monetari al mondo. L’unico in cui viene applicato lo stesso tasso fisso e le stesse regole in paesi con 18 disoccupazioni diverse, è appunto la follia euro. Comunque credo che sarà l’euro a uscire da noi, più che noi dall’euro.

Vede l’implosione della moneta unica come inevitabile?
Un’inflazione a zero con tasso a zero significa che non esiste margine di manovra. L’austerity ormai è strutturale, non c’è futuro in questo sistema. Laddove l’euro imploderà, dovremo però fare i conti con macerie molto gravi. Dobbiamo uscire da questo disastro prima che crolli il tetto, e i minibot rispondono esattamente a questa logica. La genialità di Borghi sta nel tutelare l’Italia da eventuali leve di attacco e di ricatto che abbiamo visto attuare in Grecia, ma anche a Malta e in altri Paesi.

Si aspettava la reazione dei vertici europei, i quali si sono affrettati a precisare che nulla può affiancare l’euro?
Credo che da qualche giorno a questa parte, nei palazzi di Bruxelles girino come dei robot, sbattendo la testa contro il muro come macchine impazzite, non sapendo come fermare un’iniziativa di questo tipo.

Lei è esperto anche di marketing e manipolazione mediatica, com’è possibile che le tesi no euro siano tuttora criminalizzate?
Da una parte abbiamo poche voci fuori dal coro, come Claudio Borghi o Alberto Bagnai. Dall’altra, in Europa, abbiamo multinazionali che schierano i migliori esperti di marketing, col risultato di manipolare non solo la comunicazione ma la coscienza di massa. Facendo per esempio in modo che alcuni termini vengano associati a un’idea sbagliata, rendendo normale l’anormale e l’anormale normale. Prendiamo la parola sovranità: dovrebbe evocare un concetto di normalità e invece appare come una bestemmia.

Come si può affrontare la sfida con questa disparità di mezzi?
Anzitutto per spiazzarli, per vanificare il loro lavoro di semina, occorre utilizzare termini nuovi, in modo che nella memoria dell’utente un determinato vocabolo non richiami concetti negativi: come per esempio il fatto che la sovranità sia roba da populisti. E a quel punto si crea una nuova consapevolezza. Alla frase “uscita dall’euro”, come dicevo, l’utente associa una moltitudine di commenti negativi, naturalmente messi in circolo dai pro euro. Per questo motivo parlerei semplicemente di rientro alla normalità.

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