I 15 anni della moneta unica

Italiani impoveriti dall'Euro. Ma lorsignori se la ridono

Romano Prodi disse: “Con l’Euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”. Si è verificato lo scenario opposto. Nonostante le chiacchiere dei venditori di fumo euroentusiasti, targati Pd e non solo

Redazione
Italiani impoveriti dall'Euro. Ma loro se la ridono

Foto ANSA

Quindici anni di euro. Il nefasto anniversario cade proprio in questo periodo. “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”, diceva Romano Prodi nel 1999, in quella che oggi appare più una battuta da cabaret che non la dichiarazione di un presunto esperto di economia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: da allora gli italiani lavorano meno, alcuni per nulla o a intermittenza, con il precariato cronico che non consente di vivere dignitosamente.

Prodi insieme a Carlo Azeglio Ciampi ci catapultò nell’incubo della moneta unica addirittura attraverso un’eurotassa, solo parzialmente restituita. Accettando il cambio fissato a 1936,27 lire funzionale all’economia tedesca ma letale per quella italiana. Da quel gennaio 2002 i prezzi di molti prodotti e beni di consumo sono aumentati fino al 200%, così come si è registrata un’impennata delle tariffe dei servizi pubblici essenziali.

Mentre gli stupendi sono rimasti al palo, le imprese sono state svendute o hanno abbassato la saracinesca, le tasse sono lievitate e la disoccupazione è schizzata a livelli impensabili. Ancor più gravi di quanto descrivano le statistiche ufficiali, visto che per rientrare tra gli “occupati” basta lavorare 4 o 5 ore al mese magari con il mitologico voucher. Il declino è stato inarrestabile. Il Pil è sceso, i salari hanno perso potere d’acquisto, le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, i giovani sono costretti a emigrare anche da regioni un tempo economicamente floride. L’euro ha impoverito gli italiani. Drammaticamente. Al di là delle chiacchiere dei venditori di fumo euroentusiasti, targati Pd e non solo.

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