gli intrighi della clinton e di michael moore

USA, i giudici contro Trump: "Sì all'immigrazione islamica"

I procuratori generali di 15 stati e della capitale hanno emesso una dichiarazione congiunta con cui "condannano come incostituzionale il bando del presidente contro i viaggiatori provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica"

Redazione
USA, i giudici contro Trump: "Sì all'immigrazione islamica"

Foto ANSA

Senbra di stare in Italia, con i radical chic che utilizzano le nostre leggi per permettere agli invasori di conquistarci. E così negli Stati Uniti prima è stata la volta di un giudice di New York, che ha tentato di bloccare la legge con cui Trump limita gli accessi di immigrati da Paesi islamici negli States, poi i procuratori generali di 15 stati e della capitale hanno emesso una dichiarazione congiunta con cui "condannano come incostituzionale il bando del presidente Donald Trump contro i viaggiatori provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica".


Gli attorney general sostengono che la libertà religiosa è un principio fondamentale del Paese (in effetti, gli Stati Uniti sono gli unici ad avere persino l'unica chiesa satanica esistente e legalmente riconosciuta, fondata negli anni Sessanta in California dall'ungherese Anton La Vey), auspicando che l'ordine esecutivo sia ritirato e impegnandosi nel frattempo a garantire che il minor numero possibile di persone soffrano per questa situazione. Gli Stati cui appartengono i firmatari sono, oltre a Washington, California, New York, Pennsylvania, Massachusetts, Hawaii, Virginia, Oregon, Connecticut, Vermont, Illinois, New Mexico, Iowa, Maine e Maryland.

Il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che il suo ordine esecutivo ''non è un bando ai musulmani'', ricordando che ''ci sono altri 40 Paesi nel mondo a maggioranza islamica che non sono interessati dal provvedimento'', e ha ricordato che gli USA rilasceranno nuovamente i visti dopo aver rivisto e rafforzato il sistema dei controlli, come previsto dalle sue disposizioni. E intanto la protesta contro il bando dell'immigrazione (sponsorizzata dalla Clinton e dal regista Michael Moore) ha raggiunto la Casa Bianca: migliaia di persone si sono radunate davanti alla residenza del presidente per partecipare ad una manifestazione intitolata 'No Muslim ban' (no al bando per i musulmani) e promossa sulle reti sociali con il motto "Non staremo in silenzio. Combattiamo". A casa nostra la stampa "rossa" ha già iniziato a parlare di "deportazioni" (il che è una balla).

Ma Trump tira dritto, nonostante il caos e le proteste negli Stati Uniti e nel mondo. "Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e di controlli rigidi, ADESSO. Guardate a quello che sta succedendo in Europa e, anzi, in tutto il mondo - un caos orribile!", afferma in un tweet.

 

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