Intervista al candidato del centrodestra per il Lazio

Stefano Parisi: "Il PD alza le tasse e distrugge la sanità"

"Molti vanno a curarsi fuori regione, anche in Molise e Campania, dato che per una tac si è costretti ad aspettare un anno. Dobbiamo mandare a casa Zingaretti e dare un avviso di sfratto alla Raggi. Siamo in una morsa, in regione la sinistra e a Roma i grillini"

Marco Dozio
Stefano Parisi: "Il PD alza le tasse e distrugge la sanità"

Foto ANSA

Restituire agli abitanti del Lazio una sanità da paese civile. Tagliare le tasse che zavorrano l’economia della regione. Sfrattare il PD e Nicola Zingaretti dalla Pisana nell’immediato, quindi mandare un avviso di prossimo sfratto anche al M5S e a Virginia Raggi per il Campidoglio. Stefano Parisi, candidato per il centrodestra alla guida della Regione Lazio, è pronto alla sfida.

Parisi, che riscontri ha da questa prima parte di campagna elettorale?
Molto positivi. Il Lazio è stato segnato, nelle ultime tornate elettorali, da un centrodestra sempre diviso, penso alle comunali di Roma. Il fatto che ci sia un candidato unitario sta suscitando entusiasmo, significa che questa volta possiamo farcela e imprimere così una svolta nell’amministrazione di una regione fondamentale.

Il Lazio patisce disservizi inaccettabili sul fronte della sanità?
Gli abitanti del Lazio hanno diritto a una sanità da paese civile. La situazione è pazzesca. Il Lazio era in forte dissesto e il risanamento è stato attuato solo con stanziamenti straordinari erogati da Renzi per aiutare Zingaretti, suo compagno di partito: il risultato è che hanno tolto 10.000 tra medici e infermieri. Si è trattato di un puro risanamento di facciata, ma nella sostanza sono stati tagliati i servizi. E così gli abitanti del Lazio vanno a curarsi fuori regione, anche in Molise e Campania, dato che per una tac sono costretti ad aspettare un anno. Il Lazio aveva un saldo migratorio sanitario positivo, ora è diventato negativo. Sono stati commessi errori anche dal punto di vista economico: per risanare la sanità, occorre razionalizzare gli sprechi e nel contempo migliorare la qualità dei servizi. Non si risana tagliando, ma rilanciando.

La tassazione regionale è particolarmente alta?
È la più alta d’Italia: l’Irap è al massimo così come l’Irpef addizionale. E questo incide in maniera drammatica sulle aziende del Lazio che sono oberate di tasse, dunque faticano a mettere risorse sullo sviluppo e sull’occupazione. Del resto questo è il modello di governo della sinistra.

Proponete un modello amministrativo radicalmente diverso sia dal PD di Zingaretti e di Renzi sia dal M5S che governa Roma?
Siamo in una morsa, in regione la sinistra e a Roma i Cinque stelle. Entrambi i modelli sono contro gli investimenti e per l’aumento delle tasse, il tutto aggravato da un’incompetenza di fondo. La regione è in una condizione drammatica. Serve voltare pagina rispetto a Zingaretti, ma anche rispetto alla Raggi, aprendo la strada a un sindaco di centrodestra per la capitale fra tre anni.

La polemica sulla sua romanità è pretestuosa?
È il provincialismo tipico della sinistra di Roma. Dovrebbero al contrario apprezzare il fatto che a Milano abbiano voluto, sia nel settore pubblico che in quello privato, un bravo romano che ora si candida nella propria terra per riportare una politica capace di decidere dopo anni di immobilismo.

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