come nel telefilm "I sopravvissuti"

Coronavirus, la pista dell'esperimento militare

“L’informazione è giunta tramite una fonte attendibile che ha reso nota la possibilità della nascita del virus dal laboratorio cinese in cui si studiano i più pericolosi e mortali virus bellici”

Redazione
Coronoavirus, la psita dell'esperimento militare

Una scena del telefilm "I sopravvissuti". Lo scienziato pazzo è, guarda caso, cinese

Correva l'anno 1979 e la Rai trasmetteva un telefilm, I sopravvissuti (Survivors, una serie britannica di cinque anni prima) in cui si immaginava il mondo colpito da un'epidemia dovuta ad un virus altamente letale sfuggito ad un laboratorio cinese, a cui era scampato soltanto l'1% dell'intera popolazione. La sigla di testa riassumeva in brevissime inquadrature l'antefatto: un organismo patogeno, studiato o creato in un laboratorio cinese, sfuggiva al controllo e si diffondeva globalmente, come simboleggiato dai timbri aeroportuali di varie nazioni. Chi avrebbe mai immaginato che quella fiction (o quel sospetto) oggi rischiasse di diventare realtà. Perché nonostante le molte rassicurazioni del Governo cinese sono in molti, in America, Israele, Russia, Nuova Zelanda e ora anche in Italia, a sospettare che il micidiale coronavirus che si sta diffondendo sul pianeta sia sfuggito da un laboratorio militare a Wuhan, modificato dalla Sars per scopi bellici (contro chi?, ci domandiamo) con tanto di insabbiamento di informazioni, almeno sino ad ora.

A diffondere la notizia è stato il Tgcom24, attraverso la voce del direttore Paolo Liguori. “L’informazione è giunta tramite una fonte attendibile che ha reso nota la possibilità della nascita del virus dal laboratorio cinese in cui si studiano i più pericolosi e mortali virus bellici”, ha spiegato il giornalista. Aggiungendo: "Da quanto mi riferiscono da alcuni anni questo laboratorio ha iniziato degli esperimenti militari, quindi coperti dalla più grande riservatezza. Così come l’America e la Russia, anche la Cina sta lavorando a dei virus e batteri pericolosi da utilizzare in una eventuale guerra batteriologica. All’inizio di dicembre sembra che un tecnico sia entrato in contatto con il virus, non se ne siano accorti in tempo e quindi si è rapidamente propagato. Ora la situazione è drammatica: c’è l’isolamento per 56 milioni di persone, ma mi parlano anche di migliaia di morti che naturalmente la Cina sta tenendo molto riservati, e di decine di migliaia di contagiati”.

“Dopo l’allarme, che è cresciuto insieme alla notizia arrivata a noi come agli Stati Uniti, l’ultima mossa è venuta dalla Russia: in alcuni siti internet è venuta fuori la conferma che anche loro hanno il sospetto che questo virus venga da quel laboratorio di Wuhan. Sappiamo che nella zona in una settimana hanno montato un nuovo ospedale che può contenere mille pazienti perché l’allarme è enorme, sappiamo che per ora le città bloccate sono quelle, ma sappiamo anche che la gente vola, e quindi tutto si può trasferire. Le autorità cinesi stanno cercando di nascondere tutto, ma adesso ne stanno parlando anche siti americani e russi. Cerchiamo di mettere l’attenzione soprattutto sulla ricerca, collegando gli Stati Uniti e la Russia, oltre alla Cina, per trovare l’antidoto, perché avendo prodotto il virus in laboratorio, non è facile produrre l’antidoto. Bisogna creare in laboratorio anche quello”, ha concluso.




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