Certezza della pena?

Clandestino, spacciatore, stupratore: girava tranquillo tra Francia e Italia

Tunisino responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravati ed atti persecutori. Gli era stato anche vietato di avvicinarsi a moglie e figli minori

Fabio Montoli
Tunisino, clandestino, latitante, spacciatore, trafficante d'armi, stupratore, girava tranquillo tra Francia e Italia, arrestato.

Foto ANSA

Ce l'avevamo. Era dentro. Ma nell'agosto 2015, Ghabi Ezzedine, tunisino di 35, venne scarcerato, e si stabilì a casa del suo ex nucleo familiare, dove iniziò a maltrattare pesantemente sia la ex moglie che i tre figli minori, tanto che nel gennaio 2016 la squadra mobile della questura di Ancona, eseguì nei suoi confronti il provvedimento del tribunale dei minori di allontanamento dalla casa famiglia ed il divieto di avvicinarsi alla ex moglie ed ai figli minori.

Allontanamento, ma ancora niente carcere. Questa è, purtroppo, la legge italiana, che alla certezza della pena, predilige la certezza della caccia all'uomo. Sì, perché dopo una serie di altri reati e una curriculum penale di tutto rispetto, dal traffico d'armi, ai maltrattamenti, al danneggiamento, ai reati contro la persona, alla violenza sessuale, è arrivato anche il tentato omicidio. 

Ed ecco che, alla buon ora, arriva anche l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ma dello straniero, ovviamente, nessuna traccia. Lui, il tunisino, dopo le violenze sulla maglie, le intrusioni in casa, i maltrattamenti ai figli e, nonostante avesse tentato di ammazzare il proprio cugino, dopo averlo tramortito ed accoltellato per questioni sentimentali e debiti di droga, girava tranquillamente tra l'Italia e la Francia passando dal confine di Ventimiglia.

Finalmente, nelle ultime ore, è stato rintracciato dalla Polizia francese, proprio su input di quella italiana, a Marsiglia e consegnato alla Polizia di Frontiera secondo l’accordo di Chambery, in quanto clandestino. La Polizia di Stato di Ventimiglia, insieme a quella di Ancona, riescono così ad arrestarlo e a condurlo fino al carcere di Ancona-Montacuto, dove sarà interrogato nei prossimi giorni dal GIP. Noi siamo fiduciosi, ma abbiamo il presentimento che, anche questa volta, per il delinquente tunisino, la certezza della pena durerà solo qualche mezza giornata.

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