lavoratori a rischio salute

Ilva: la Cisl di Taranto chiede il piano industriale

"Non parteggiamo per alcuno ma chiediamo che sul piano industriale la nuova cordata avvii una discussione preventiva con il sindacato, al fine di valutare socialmente la credibilità"

Redazione
Ilva: la Cisl di Taranto chiede il piano industriale

Foto ANSA

"È necessario, prima di eventuali assegnazioni, che sul piano industriale la nuova cordata avvii una discussione preventiva con il sindacato, al fine di valutare socialmente la credibilità di futuro dell'intero processo di acquisizione". Lo afferma la Cisl di Taranto a proposito delle offerte vincolanti per l'acquisto o il fitto degli stabilimenti Ilva di Taranto (produzione di acciaio a ciclo integrale), di Genova, Novi Ligure e Racconigi (laminazione a freddo).


Sul testo in esame, la Cisl "ribadisce ancora una volta che l'approvazione definitiva dovrà, per quanto riguarda il Siderurgico di Taranto, prevedere chiaramente il vincolo per cui il nuovo soggetto acquirente (o affittuario) non debba modificare né ridurre gli interventi ambientali previsti nel piano Aia approvato il 26 ottobre 2012". Il Piano ambientale, secondo l'organizzazione sindacale, "non potrà non essere valutato nella sua correlazione con gli impianti che si intendono mettere in marcia, come con il sistema di salute e sicurezza dentro e fuori la fabbrica e con l'intero sistema sanitario territoriale".


La Cisl di Taranto, a fronte delle due cordate fino ad ora note - ArcelorMittal/Marcegaglia e AcciaItalia (Arvedi, Cassa Depositi e Prestiti, Delfin) - chiarisce di "non parteggiare per alcuno, pur confermando quanto sostenuto nel recente passato riguardo al rischio di acquisizioni che, su scenari mondiali, potrebbero in tempi al momento imprevedibili azzerare produzioni in determinate aree geografiche a vantaggio di altre aree economicamente concorrenti".

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