estremisti a casa nostra

Chiamava la figlioletta Jihad. Espulso imam vicentino. I post su Facebook

Mohammed Madad, coordinatore delle guide religiose a Noventa, è stato ritenuto "pericoloso e capace di organizzare attività terroristiche"

Redazione
Chiamava la figlioletta Jihad. Espulso imam vicentino

Foto ANSA

Ce li teniamo in casa e nessuno dice nulla. Perché il caso di Mohammed Madad, 52 anni, coordinatore degli imam dal dicembre scorso, è emblematico. La sua carica per fortuna è durata poco. Qualche giorno fa è stato prelevato da casa, e, alle 22.40, è stato imbarcato a Fiumicino in un volo con destinazione Marocco. Con lui anche la sua famiglia, moglie e quattro figli minorenni, due maschi di 7 e 14 anni e due femmine di 12 e 16 anni, tutti nati in Italia e che vivevano a Carpineti (Reggio Emilia). Ad una delle figlie, peraltro, aveva dato nome "Jihad". Lugubre. Ma all'Ufficio Anagrafe del Comune nessuno aveva detto niente?

La sua pagina Facebook, tuttora attiva, era insospettabile; ci voleva non poca pazienza per trovare video (certo, tutti in arabo) che lasciano perplessi, come quello dell'impiccagione di uno sciita, e alcune immagini talmente "crude" da essere state momentaneamente "oscurate" dai gestori del social network, come la foto in cui si vedono decine di corpi carbonizzati con accanto una didascalia provocatoria: "Avevano un difetto, erano musulmani". Immagini che non incitavano esplicitamente alla guerra santa, ma la cui violenza è tale che, in alcuni momenti, viene il timore che qualche fondamentalista avrebbe potuto pensare di reagire come sappiamo. Specie se veicolate da un imam.

 






Il tutto, peraltro, abilmente mixato con video e foto soft di incontri pubblici, convegni, dibattiti. Addirittura con i sermoni  dell'imam Salah al-Din Ibn Ibrahim Abu Arafa della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme, che attaccava l'Isis dicendo che i suoi miliziani "sono alla ricerca del potere e non della creazione di uno stato islamico". A vedere il profilo Facebook viene quasi il sospetto che la polizia abbia preso un abbaglio. Un insospettabile, all'apparenza. Ma non l'ha vista così Angelino Alfano che, finalmente ridestatosi, ha firmato un provvedimento di espulsione, emesso dal Ministero dell'Interno.


E così per Mohammed Madad, guida spirituale del centro di cultura e preghiera islamica "Asonna" di Noventa Vicentina, in via delle Arti 12, il decreto è particolarmente pesante. L'allontanamento solitamente è di 5 o 10 anni, per lui gli anni di divieto di reingresso in Italia sono invece 15, un periodo che in Italia ha pochi precedenti. L'uomo è stato considerato una minaccia per la sicurezza dello Stato perché "capace anche di agevolare organizzazioni o attività terroristiche anche internazionali".

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