Scandalo senza fine

Il fratello di Alfano? Assunto con un click. E con stipendio stratosferico

A ricostruire la vicenda un’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano” all’interno della quale si documentano anche i vari aumenti di salario. Oggi percepisce 200.000 euro l’anno

Fabio Cantarella
Il fratello di Alfano? Assunto con un click su Linkedin. Con stipendio stratosferico

Si riaccendono le polemiche che nei giorni scorsi hanno travolto la famiglia del ministro, ribattezzato dell’Invasione, Angelino Alfano. Secondo una puntuale ricostruzione de Il Fatto Quotidiano, la società “Postecom” avrebbe selezionato Alessandro Alfano, fratello del capo del Viminale, digitando il suo nome e cognome sul social network Linkedin. Parliamo di un dirigente da 160.000 euro l’anno, lievitati a 200.000 euro durante la guida di Francesco Caio, manager che Renzi ha scelto per risanare l'azienda.

Secondo l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, “l'ufficio risorse umane ha inserito nel fascicolo oltre al curriculum di Alfano jr, ricercato ad personam, anche una decina di altri curricula tirati giù dal medesimo sito (Linkedin, NdR) però sulla base dei titoli e non con ricerca nominativa come con il prescelto”. Insomma, “Postecom” avrebbe cercato direttamente il nome di Alessandro Alfano. Una procedura consentita da una legge del 2008, anche se quella stessa norma impone principi di trasparenza e imparzialità.

Raffaele Pizza, arrestato lo scorso 6 luglio, faccendiere vicino ad Alfano, si vanta nelle conversazioni intercettate con Davide Tedesco, collaboratore del ministro, di avere fatto assumere lui Alfano jr a settembre del 2013. La testata giornalistica documenta infine come lo stipendio di Alfanino in tre anni cresca di “appena” 40.000 euro e così da 160.000 euro giunge ai 200.000 odierni. Il primo maggio “Postecom” cede il contratto di Alessandro Alfano a “Poste e Tributi” e lo stipendio da 160mila lievita a 180mila.


Ma Alfano jr a quel punto decide anche di avanzare un contenzioso nei confronti dell'azienda, con una lettera scritta dal suo avvocato. “Poste e Tributi” decide quindi di conciliare. Alfanino ancora una volta è strabaciato dalla fortuna. Lo scorso 16 maggio, infine, passa a “Poste Italia Spa” con conseguente aumento della retribuzione a 200mila euro l’anno. Alla faccia di chi non  ha un lavoro o di chi per guadagnare poche decine di euro al giorno è costretto a sacrifici enormi.

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