felinamente

Gatti e ribelli. Gli scrittori maledetti raccontati dai loro gatti

Stefania Genovese
Gatti e ribelli. Gli scrittori maledetti raccontati dai loro gatti

"Solitudine, anticonformismo, orgoglio, amore per la bellezza, protezionismo. E amore per i gatti nei quali rispecchiarsi ritrovando tutto questo in sprezzo alle convenzioni del mondo, alle bigottaggini, alle idee preconcette...". Queste sono in parte le parole conclusive suggello del poliedrico nonché completamente felino mondo di artisti quali Baudeulaire, Cèline, Bukowski, Burroghs e Brassens, redatte da Marina Alberghini Pacini, valente storica d'arte, premiata saggista, profonda conoscitrice dell' intima, arcana e quasi inintelligibile nonché semidivina creatura animale, il gatto. La nostra autrice, da sottolineare, oltre che prolifica scrittrice e critica letteraria è anche presidentessa dell'Accademia dei Gatti Magici; perciò non può non stupirci che dalla sua penna sortisse un'opera veramente unica in cui i caratteri salienti, la biografia ufficiale ma soprattutto la sfuggente e originale individualità dei grandi autori sopracitati venissero vagliati e svelati in consonanza affettiva ed elettiva con i propri felini.


Ci addentriamo dunque, mediante citazioni delle loro opere, in quel microcosmo che essi tessero silentemente con queste creature, quasi a divenire essi stessi gatti indipendenti, misteriosi e mistici, estatici sebbene a tratti dinamici. ma soprattutto amanti delle arti o per dire a la Baudeulaire "in grado di indovinare l'idea che dal cervello scende fino al becco della penna, e che, allungando la zampa, vorrebbero cogliere al passaggio...". Ecco felina la micia di Baudeulaire, accomunata da un'estasi di sensi alla sua donna, Jeanne Duval; questo poeta francese ci regalerà dei capolavori in versi sorprendentemente introspettivi e magici sui gatti, grazie alla sua convivenza ed alla sua appartenenza alla "setta felina".


Ecco Cèline, al secolo Louis Ferdinad Destouches, immortalato con il suo fedelissimo Bèbert destinato non solo ad essere vate nei suoi capolavori dell'esilio, ma compagno fedele ed prima di tutto un compagno inatteso delle traversie dell'autore, divenendo baluardo a una disperata solitudine ed ad una travagliata vita segnata dal terrore e dall' esilio. Perché come asserisce l'autore un gatto non solo arriva nella vita di una persona in un momento particolare e mai per caso, quasi necessità dell'istante, e per un'artista esso diviene latore di tante di quelle magie che nessun racconto di fate saprebbe inventare. Una bella copia Cèline e Bèbert, il primo genio letterario europeo dopo la morte di Shakespeare, il più grande scrittore del XX secolo e il suo micio Bèbert, un grosso gatto tigrato grigio e con gli occhi verdi. E che dire di Charles Bukowski? Grande estimatore di gatti, ed anche lui più volte ritratto con i suoi adorati felini, (Butch, Crancy, Ginger), che più volte dichiarò che vivere con molti gatti ed osservarli gli offriva salvezza e saggezza, poichè loro erano come taumaturghi in grado di rassenarti e conciliarti con il mondo. Scorrendo ancora il libro troviamo William Burroughs, ailurofilo d'eccezione, che ci regalerà il piccolo gioiello letterario Il gatto in noi, e che possiamo dire possa essere stato il precursore della pet-therapy.


Poiché i suoi gatti come Fletch, Ruski o Ed furono per lui compagni psichici, spiritelli del focolare, nonché comprimari della sua vita ed ineludibili sostenitori e consolatori nei periodi più cupi e drammatici della loro carriera artistica. Burroughs è stato capace di offrirci vademecum dettagliati sull'importanza di prendersi cura del nostro amato compagno gatto e di come il loro amore possa essere tanto balsamico da vincere il dolore e i conflitti umani. E, a suo parere, in fondo noi ci identifichiamo con questa creatura, "noi siamo il gatto che è in noi... Siamo i gatti che non possono camminare da soli, e per noi c'è un posto soltanto".


Questi sono solo alcuni dei grandi artisti che ebbero il privilegio di condividere la propria anima, la propria storia, nonché la propria unica creatività con sua maestà il felino; spiriti viventi illustri ed intelligenti, il cui talento che spesso si è battuto con la meschinità e l'ipocrita grettezza umana, ha trovato fondamenta e ausilio nel riflesso perfetto, socratico ed ammaliante, fiero ed autarchico, sorprendentemente celato negli occhi adamantini di una piccola e soffice tigre domestica. In conclusione, un libro veramente singolare e sorprendente, una nuova "perla preziosa" della collana Felinamente & C, una sapiente miscellanea tra arte sofisticata e narrativa letteraria.


Marina Alberghini Notari - Gatti e ribelli;gli scrittori maledetti raccontati dai loro gatti. Mursia "Felinamente & C".


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