Numeri da record

Gli ungheresi stanno con Orbán: no alla sostituzione etnica imposta da Bruxelles

Rispondendo in massa alla consultazione pubblica, oltre 1,6 milioni di cittadini magiari si sono già detti assolutamente contrari all'invasione programmata

Redazione
Gli ungheresi stanno con Orbán: no alla sostituzione etnica imposta da Bruxelles

Una consultazione pubblica, promossa nelle ultime settimane dal partito di maggioranza ungherese Fidesz, ha dimostrato come la popolazione magiara supporti l'operato del governo di Viktor Orbán, appoggiando in particolare la battaglia ingaggiata contro Bruxelles sulla gestione del problema immigrazione. I cittadini hanno risposto, in modo chiaro, che rifiutano la sostituzione etnica imposta dall'Europa e non accettano l'ordine di accogliere quote obbligatorie di cosiddetti "profughi". Domenica il direttore della comunicazione del partito, Balázs Hidvéghi, ha reso noto che gli ungheresi si sono espressi in modo inequivocabile, rivendicando la loro sovranità.

Fidesz ha organizzato delle consultazioni pubbliche in più di 130 sedi nelle ultime quattro settimane, che hanno coinvolto oltre 30mila persone. In aggiunta a questo, prima della scadenza prevista per mercoledì sono già oltre 1,6 milioni gli elettori che hanno compilato e riconsegnato i questionari relativi alla "consultazione nazionale", ovvero il sondaggio proposto dal governo: numeri da record mai raggiunti prima, come sottolineato da Hidvéghi in una conferenza stampa. Questo dimostra che i cittadini respingono totalmente la politica migratoria adottata dalla troika, perché ritengono che metta a rischio l'Ungheria e la sicurezza della popolazione.

"Gli ungheresi non vogliono che l'Europa venga inondata dagli immigrati e non accettano che venga imposto di ospitarli in Ungheria, per questo sono preoccupati per i loro villaggi e le loro città, per la propria sicurezza e per quella dei loro figli", ha detto Hidvéghi. I dati della consultazione dimostrano che gli ungheresi sono assolutamente contrari all'invasione programmata, e sostengono convinti il primo ministro "che ha fatto arrivare la loro voce fino a Bruxelles, opponendosi alla risoluzione del Parlamento Europeo che vorrebbe obbligare l'Ungheria a rimuovere la recinzione realizzata a difesa dei cittadini lungo il confine nazionale" ha poi aggiunto.

Hidvéghi ha infine specificato che, stando sempre a quanto emerso dai dati finora raccolti attraverso la consultazione popolare, molti ungheresi sarebbero anche preoccupati per le nuove politiche sull'energia previste dal'Europa, le quali metterebbero a repentaglio l'attuale regolamentazione statale dei prezzi, che ne impedisce un aumento indiscriminato, e imporrebbero la tassazione dei servizi di pubblica utilità. Gli ungheresi sono sicuri che il governo agirà contro "la pressione imposta da Bruxelles e le organizzazioni del finanziere americano George Soros", traendo forza dall'elevatissimo numero di cittadini che hanno già riconsegnato i loro questionari.

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