Vizi italici

Il presunto assassino di Varani: "Papà chiama i tuoi amici politici". Di sinistra

In un'intercettazione durante un colloquio a Rebibbia, Marco Prato, in carcere con l'accusa di aver torturato e ucciso Luca Varani, chiede al padre di mobilitare i propri agganci in politica. E viene citato il capo di gabinetto del ministro Franceschini

Marco Dozio
Il presunto assassino di Varani: "Papà chiama i tuoi amici politici". Di sinistra

Marco Prato Foto da Facebook

“Papà chiama i tuoi amici politici”. Marco Prato, in carcere con l’accusa di aver torturato e ammazzato Luca Varani, cerca la via italiana per uscire dai guai. Quella classica. Ovvero puntare sulle amicizie con i potenti, sulle raccomandazioni, su corsie preferenziali costruite con la sponda di persone che contano. Intercettato nei colloqui a Rebibbia con il padre Leonardo, secondo quanto riporta Tiscali News, Prato passa in rassegna i possibili agganci politici: “Ce n’è un altro del Partito Democratico - spiega - un sardo, sardo di provenienza”. E il padre: “Sì, ho letto, c’è Manconi, ce ne sono tanti”, tra i quali, pare, anche un senatore presunto amico di famiglia, capo di gabinetto del ministro Franceschini.

Il genitore sembrerebbe assecondarlo, ragionare sui contatti da coltivare per aiutare il rampollo. “Devi rivolgerti al Garante”, avrebbe esclamato il figlio. E il padre: “Non voglio fare una cosa individuale, serve una denuncia di maltrattamenti. Questo può essere soltanto un tema di cui si occupa il Parlamento: un parlamentare viene, fa la visita e poi presenta un’interrogazione parlamentare al Ministro”. Marco Prato suggerisce poi di rivolgersi a un volto noto della TV di Stato: “Cerca Franca Leosini, quella di Rai 3: è una signora di sinistra, sarà certo in grado di fornire nomi di persone potranno essere utili alla nostra causa”.

Il presunto assassino, accusato insieme al complice Manuel Foffo di aver seviziato e ucciso Varani durante un festino a base di droga e sesso gay, parla anche di possibili ricatti a persone famose, tra cui l’attore Christian De Sica: “Sul mio telefonino ci sono foto di persone nude, anche importanti, come l’attore De Sica. Una volta che queste foto usciranno saranno una bomba: queste persone tenteranno di fare muro insieme con me perché altrimenti andranno giù anche loro”. De Sica ascoltato dai carabinieri avrebbe detto di conoscere Marco Prato ma di non aver mai ricevuto ricatti. Intanto per l’organizzatore di eventi, un tempo punto di riferimento per la Roma “bene” e festaiola con tanto di migliaia di seguaci sui social, la vita carceraria si sta rivelando più ostica del previsto. Lui vorrebbe rilassarsi e frequentare un corso di buddismo: “La situazione in carcere è dura. Non ci sono termosifoni e le finestre sono medioevali. Non ci sono attività, niente da fare. Io vorrei frequentare un corso di buddismo, ho bisogno di relax, per me è importante l’orientamento del pensiero. Papà aiutami, contatta i tuoi amici. Il deputato, il senatore, quelli che conosci tu”.

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