Vogliono tappare la bocca al leader populista

"Voglio meno marocchini in Olanda". Wilders processato per razzismo sfida i giudici

Domani processo ad orologeria per impedirgli di fare il premier a marzo. Wilders parla alla nazione, rilancia le sue accuse e guadagna consenso

Max Ferrari
"Voglio meno marocchini in Olanda". Wilders processato per razzismo sfida i giudici

"L'Olanda è il nostro paese, e io non permetterò a nessuno di mettermi a tacere"

"Nessuno potrà zittirmi. Non mi hanno fermato le minacce dei terroristi e non lo faranno nemmeno i giudici con questo processo politico a cui io non mi presto. L'Olanda del politicamente corretto sta diventando una dittatura". Così dice in un messaggio video agli olandesi Geert Wilders, carismatico leader del Partito Liberale (PVV) alleato della Lega Nord in Europa. I sondaggi dicono che sarà il vincitore delle elezioni politiche di marzo e il prossimo premier e allora ecco che domani inizierà il processo ad orologeria con l'accusa di incitamento all'odio razziale per cui rischia sino a due anni di carcere.

L'antefatto l'avevo già raccontata ma eccolo in breve: a seguito del successo alle elezioni comunali del 2014 il leader del PVV incontra all'Aja una folla di elettori e, tra le altre cose, chiede: "In questa città e in tutta l'Olanda volete più o meno marocchini?". Dalla gente parte un boato "Minder-Minder-Minder". Meno, ne vogliono meno. Tutto qui, senza insulti o considerazioni di sorta, ma per la sinistra e la stampa basta e avanza per definirlo un razzista e ottenerne il processo. Eppure tutti sapevano bene che la domanda non era frutto di una improvvisa ubriacatura razzista ma di un problema, definito "il problema marocchino", di cui Wilders parlava ufficialmente da anni in Parlamento snocciolando dati e chiedendo, senza ottenerle, risposte e azioni.

"Oltre il 60% dei marocchini tra i 12 e i 26 anni ha precedenti penali e oltre l'80% torna a commettere reati - spiegava Wilders - nessun altro gruppo è così tanto recidivo e la seconda generazione commette ancora più crimini della prima. La Polizia e il Rapporto annuale sull'integrazione - continuava - ci dicono che la criminalità marocchina ha raggiunto numeri esorbitanti che pongono seri rischi alla sicurezza nazionale. È ora di trovare rimedi in Parlamento". E in Parlamento il capo del PVV elencò una serie lunghissima di gravi violenze commesse da giovani marocchini ai danni di categorie deboli quali anziani, disabili e donne e concluse: "C'è un razzismo dei marocchini contro i non marocchini che rende la vita impossibile a tutti gli altri e bisogna finirla di parlare di problema giovanile poiché i giovani delle altre comunità non hanno tale problema." Come soluzione il suo partito chiedeva restrizioni sulla doppia nazionalità e leggi più dure che per certi tipi di reato prevedessero espulsione e ritiro del passaporto olandese.

Un problema per la sinistra olandese che ha pensato bene di tappargli la bocca mettendolo fuori gioco con le denunce, ma Wilders nel suo ultimissimo messaggio è stato chiaro: "Questo è un processo contro la libertà di parola per impedire che si parli di ciò che dà fastidio al politicamente corretto, ma è mio diritto e mio dovere denunciare i problemi del Paese e il problema marocchino è un grande problema. Lo dicono i numeri - ha continuato - che queste persone sono over rappresentate negli episodi criminali e nella dipendenza dai sussidi statali e come se non bastasse il 75% dei terroristi partiti verso la Siria sono marocchini. Il 43% degli olandesi dichiara di non volerne più, di volerne di meno, non per razzismo ma per sfinimento e per l'esorbitanza dei costi sociali e in fatto di delinquenza. Se dire queste verità è punibile penalmente - ha concluso - l'Olanda è una dittatura. A questa farsa rifiuto di partecipare e non mi presenterò in tribunale. Si tratta di una questione politica che va discussa in Parlamento, non in tribunale. Mi vogliono zittire ma l'Olanda ci appartiene, questa è la nostra Patria, non mi fermeranno".

Parole da statista che l'Olanda olandese pare aver apprezzato al di là degli schieramenti e adesso il processo politico rischia di trasformarsi in un boomerang e farne un eroe nazionale. Una storia da seguire con grande interesse perché dalle ventose spiagge del Mare del Nord possono partire onde tali da impensierire i palazzi della vicina Bruxelles.

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